Il 2025 è stato l'anno della clamorosa riapertura delle indagini sul delitto di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007. Dopo diciotto anni, con Alberto Stasi condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione, Andrea Sempio è stato iscritto nel registro degli indagati.
Molte novità sono emerse negli ultimi mesi: scenari inediti sembrano mettere in discussione la verità giudiziaria. Ma il 2026 potrebbe essere l'anno della svolta sul caso?
"Spero che si arrivi ad avere giustizia per la vittima e anche per Stasi" dichiara Barbara Fabbroni, psicoterapeuta e criminologa, intervistata da TAG24.
"Fino a questo momento sono venuti alla luce tanti possibili indizi, discussi nell'incidente probatorio lo scorso 18 dicembre. Dalle unghie di Chiara Poggi sono emersi due elementi, secondo me importanti. Il primo è che non c'è assolutamente il DNA di Alberto Stasi" sottolinea Barbara Fabbroni.
"L'altro è che sulle unghie c'è invece il DNA riconducibile alla linea patrilineare di Andrea Sempio. Sappiamo non è la pistola fumante. Ma sicuramente è un dettaglio molto particolare, anche perché quel DNA ci racconta l'ultima cosa che la vittima ha toccato. Quindi i consulenti dell'indagato stanno portando avanti tutta una serie di ipotesi per spiegare la sua presenza sulla vittima".
In attesa dei risultati della BPA (Bloodstain Pattern Analysis) e della consulenza dell'anatomopatologa Cristina Cattaneo, si continua ad analizzare la scena del crimine, tra indiscrezioni che collocherebbero più persone in casa Poggi il giorno dell'omicidio.
Nelle ultime settimane del 2025 sono state diffuse delle foto inedite di Andrea Sempio, scattate davanti alla villetta di via Pascoli nel pomeriggio in cui è stato scoperto il corpo di Chiara Poggi. Ma è emerso anche un video ,girato nei corridoi di una scuola, che lo vede protagonista insieme ad altre persone: era stato scaricato sul pc usato da Chiara.
"Secondo me le foto non hanno un grosso significato a livello investigativo. Però ci dicono ugualmente qualcosa di importante: ossia che davanti a casa Poggi non c'era tutta questa calca come ci hanno sempre raccontato" sottolinea Fabbroni.
Più grave è ciò che riguarda il video trovato sul PC dei Poggi, divulgato dal canale youtube Bugalalla Crime. "La villetta era sotto sequestro. Il giorno dopo l'omicidio il computer è stato prelevato, senza il mouse, e non c'era stata un'autorizzazione del PM". Inoltre il video sarebbe stato visionato il 14 agosto, il giorno successivo al delitto: ma esiste un verbale.
"Sappiamo che, nel 2007, non c'era l'obbligo di realizzare la copia forense. C'era però l'obbligo di descrivere esattamente tutto quello che veniva fatto, in questo caso con quel computer: quindi i vari accessi sarebbero dovuti essere verbalizzati" spiega la criminologa.
Barbara Fabbroni è ottimista sul 2026. "Io sono una romantica e spero venga fatta giustizia, una volta per tutte, sia per Chiara Poggi che per Alberto Stasi. Ormai credo sia chiaro che Stasi non è stato giudicato al di là di ogni ragionevole dubbio".
La criminologa e piscoterapeura ricorda il "calvario infinito" che Stasi sta affrontando da allora. "Da dieci anni è rinchiuso nel carcere di Bollate. Però mi aspetto che stavolta non si trovi un altro colpevole, bensì IL colpevole o I colpevoli".