08 Jan, 2026 - 18:07

Stefano Zurlo demolisce Giorgio Parisi: "Diamogli la laurea honoris causa in dietrologia"

Stefano Zurlo demolisce Giorgio Parisi: "Diamogli la laurea honoris causa in dietrologia"

L'endorsment del fisico premio Nobel Giorgio Parisi per il no al referendum sulla giustizia fa discutere. Questa mattina, sulle pagine del Giornale, è stato fortemente criticato da Stefano Zurlo.

Non per la posizione in sé, che è legittima. Ma per come il fisico prestato alla politica (non) l'abbia saputa motivare nell'intervista che ha dato ieri a Repubblica. Tant'è che per Zurlo ora meriterebbe una laurea honoris causa in dietrologia.

Stefano Zurlo contro Parisi per il suo no alla riforma Nordio

Libero, naturalmente, di prendere la posizione che più sente vicina. Ma sul tema del referendum, da un premio Nobel come Parisi, ci si attendevano delle motivazioni un po' più solide.

Questo è il pensiero di Stefano Zurlo:

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Parisi, a quanto pare, segue con grande disinvoltura il mainstream a proposito della separazione delle carriere. Lui che ha studiato con intuizioni folgoranti quella che gli iniziati chiamano la fisica del disordine, ripete invece come un portavoce le tesi dell'Anm e ieri si è schierato con il fronte del no in vista del prossimo referendum

Ma quale era stata la motivazione di questa scelta?

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Questa è una riforma che non mette completamente fine all'indipendenza della magistratura ma la indebolisce: questo è chiaramente il motivo per cui la legge è stata fatta

ha dichiarato Parisi a Repubblica.

Come dire? Per Zurlo, "il raffinato studioso si sporge sul palcoscenico dei media come fosse un tribuno della Cgil o un vecchio partigiano dell'Anpi. E non si capisce da dove abbia pescato con tanta sicurezza quel "chiaramente" riferito alle presunte intenzioni malandrine della maggioranza".

La militanza di sinistra di Giorgio Parisi

Ma tant'è: non è un mistero che Giorgio Parisi abbia una lunga militanza a sinistra.

Il suo no per la riforma Nordio, quindi, è facilmente spiegabile sotto l'etichetta "ideologia". O "partito preso", fate voi.

In ogni caso, il suo curriculum parla chiaro. L'ha ricordato anche Zurlo:

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Parisi porta nel suo zaino frammenti di un laicismo un po' datato, da Porta Pia, e prese di posizione militanti che la dicono lunga sui suoi orientamenti: nel 2016, è con il Fatto Quotidiano contro la riforma di Matteo Renzi, nel 2008 si mette l'elmetto con la pattuglia degli accademici che sbarrano la Sapienza a Benedetto XVI. Una pagina incredibile di storia patria, in un malinteso senso della separazione dei poteri

Per Zurlo, oggi il ritornello si ripete: più che da premio Nobel, Parisi si approccia ai temi politici dando sfogo alla sua militanza di sinistra.

Eppure dice che prima di essere uno scienziato è un cittadino.

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Ma prima di essere un cittadino, si presenta come un attivista. Si è impegnato con i comitati per Romano Prodi ed è stato fra i fondatori di Sinistra Ecologia e Libertà...

ha rimarcato Zurlo evidenziando che ora meriterebbe una laurea honoris causa in dietrologia. Pur non avendo citato Licio Gelli come fautore della riforma.

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