07 Jan, 2026 - 18:15

Referendum Giustizia, perché il fisico Premio Nobel Giorgio Parisi si schiera per il no alla riforma Nordio

Referendum Giustizia, perché il fisico Premio Nobel Giorgio Parisi si schiera per il no alla riforma Nordio

Il fisico premio Nobel Giorgio Parisi ha espresso il suo endorsement per il "No" al referendum sulla riforma della giustizia, promossa dal ministro Nordio, in un'intervista rilasciata oggi a Repubblica.

Parisi, aderente al Comitato "Società Civile per il No" presieduto da Giovanni Bachelet (un altro che nella vita fa il fisico, non il giurista), difende l'indipendenza della magistratura contro una riforma che considera un tentativo di indebolirla.

Perché Giorgio Parisi si è schierato per il no alla riforma Nordio

Giorgio Parisi, che in passato ha fatto anche politica attiva per Sinistra Ecologia e Libertà e che fu tra i professori della Sapienza a non volere una lectio magistralis di Papa Ratzinger, critica la separazione delle carriere tra giudici e pm.

Secondo lui, dividere il Consiglio Superiore della Magistratura in due entità più deboli e "scalabili" non è altro che un'applicazione del principio romano del "dividi et impera".

Inoltre, il sorteggio per i rappresentanti laici, pensato per scardinare le correnti, per lui, renderebbe i membri più influenzabili rispetto a elezioni che, sempre secondo Parisi, premiano prestigio e competenza.

In parole povere: la riforma mira a indebolire la magistratura per impedire indagini sui politici. Questi ultimi, per il Premio Nobel, vorrebbero tornare a essere una "casta intoccabile":

"Questa riforma ha lo scopo politico di indebolire la magistratura. Noi ci schieriamo in difesa della sua indipendenza affinché i magistrati possano continuare a indagare anche i politici, che non devono ritornare a essere una casta di intoccabili. Si tratta di una riforma che non mette completamente fine all'indipendenza della magistratura ma la indebolisce: questo chiaramente è il motivo per cui la legge è stata fatta"

Peccato che Parisi non indichi perché, dove e quando la riforma Nordio indebolirebbe l'indipendenza della magistratura con la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e inquirenti.

Perché i comitati per il sì e per il no in vista del referendum vanno a caccia di volti famosi

Fatto sta che, al di là di Giorgio Parisi, i comitati referendari usano testimonial celebri per influenzare l'opinione pubblica.

In questo caso, sul fronte del No, Parisi va ad affiancare Rosy Bindi, Maurizio Landini e Benedetta Tobagi, mentre il Sì schiera avvocati e giuristi come Gian Domenico Caiazza, Rita Bernardini, Antonio Di Pietro e giornalisti come Alessandro Sallusti.

Questa "corsa ai nomi" mira a spiegare quesiti complessi e mobilitare elettori. Di certo, la campagna referendaria è senza esclusione di colpi. Basta anche ricordare le polemiche suscitate da un manifesto del Comitato per il No secondo il quale, se la riforma Nordio passasse, i magistrati dipenderebbero dalla politica.

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