Duca Bianco, Ziggy Stardust: David Bowie era un artista poliedrico e geniale, dai mille soprannomi, ognuno dei quali rispecchiava un periodo artistico ben preciso della sua carriera.
Ancora oggi, a dieci anni dalla sua tragica scomparsa, molti fan si chiedono perché David Bowie veniva chiamato il Duca Bianco. Beh la risposta è che questo soprannome era legato al suo alter ego elegante, aristocratico, dall’aspetto glaciale e magrissimo, nato durante il suo periodo a Los Angeles negli anni Settanta.

David Bowie, icona immortale della musica contemporanea, sapeva trasformarsi in personaggi leggendari e affascinanti. Il cantante veniva chiamato Duca Bianco - o Thin White Duke - per via del suo alter ego, un elegante uomo aristocratico decadente, magro e pallido.
Un aspetto algido ed emaciato che rispecchia il suo periodo artistico negli anni Settanta, quando a Los Angeles era ossessionato dalla droga. Aveva una dipendenza da cocaina, seguiva una dieta restrittiva e bizzarra a base di latte e peperoni e le sue canzoni avevano sonorità elettroniche e minimal (basta pensare all’album “Station to Station”).
L’alter ego di David Bowie, il Duca Bianco, è un personaggio nato nel 1976, durante il tour di “Station to Station”. Come anticipato prima, si tratta di un elegante aristocratico, snello e vestito in modo impeccabile: camicia bianca, pantaloni neri e gilè. Un dandy d’altri tempi, dedito all’occultismo e alle droghe, tormentato da passioni oscure.
Ma perché "Bianco"? Le teorie più intriganti legano il nome alla sua dipendenza dalla cocaina, la polvere bianca che lo consumava fisicamente e mentalmente in quel periodo fatto di eccessi e sregolatezza.
Influenzato dal ruolo alieno di Thomas Jerome Newton nel film “The Man Who Fell to Earth”, il Duca Bianco era un "ghiaccio secco che finge il fuoco": romantico in scena, ma vuoto dentro, un contrasto con lo sfavillante Ziggy Stardust.
Perché sì, David Bowie non è stato solo il Duca Bianco: i suoi alter ego scandivano epoche musicali rivoluzionarie ben precise, da Ziggy Stardust a figure più oscure.
Il personaggio di Ziggy era una rockstar bisessuale aliena nata con “The Rise and Fall of Ziggy Stardust”, nel 1972. Mescolava Legendary Stardust Cowboy, Vince Taylor e Marc Bolan. Questo alter ego ha inaugurato l’epoca del glam rock, con un look androgino e messaggi apocalittici all’interno dei brani.
Subito dopo è stata la volta di Aladdin Sane (1973), il “ragazzo folle”, che sfoggiava fulmini sul viso, capelli rossi corti e uno sguardo glaciale. Poi è stato il tempo di Halloween Jack, protagonista del distopico “Diamond Dogs” (1974), con atmosfere decisamente spettrali.
Successivamente fu la volta del Duca Bianco (1975-76) e negli anni Novanta arrivò Nathan Adler in "Outside", l’industrial rocker. Infine, nell’ultimo periodo, nacque l’alter ego Blind Prophet di “Blackstar" (2016). Questi periodi artistici - dal mod folkie degli esordi al soul, al glam rock, al kraut rock fino alla pop dance - sono la testimonianza dell’anima camaleontica ed eclettica di Bowie.
