Mario Sechi è tornato su quanto accaduto ad Acca Larentia, denunciando il fatto che gli estremisti di sinistra erano pronti ad uccidere i ragazzi di destra radunatisi per commemorare le vittime dell'attentato terroristico del 7 gennaio 1978:
In particolare, il direttore di Libero ne ha ravvisati tre.
Mario Sechi, oggi, nel suo consueto editoriale, è andato subito al nocciolo della questione. Per lui, in Italia, è ricomparsa "la sinistra con la spranga". Purtroppo, a suo dire, i post-comunisti, invece di andare avanti, sono tornati indietro.
Prova ne sia l'assalto ad Acca Larentia, un assalto preoccupante per almeno tre ragioni, a dire di Sechi.
La prima:
La seconda ragione che ha allarmato Sechi è questa:
La terza e ultima ragione della preoccupazione del direttore di Libero su quanto accaduto ad Acca Larentia, invece, è questa:
A questo punto, Sechi si è scagliato contro la stampa di sinistra, rea, a suo modo di vedere, di creare un clima di violenza:
Si capisce allora, che avvenga questo:
Sechi allude anche a quanto avrebbe subito lui stesso ("ne so qualcosa e non essendo in cerca di pubblicità mi fermo qui").
Ma tant'è: chi non è apertamente di sinistra, automaticamente, diventa fascista: questa è la sua denuncia:
Per Sechi, è proprio questo il rischio estremo: che i "cattivi maestri" armino la mano di uno sprovveduto.
Davanti a questo scenario, per il direttore di Libero, c'è ben poco da fare. Anche il governo non ha mezzi per intervenire:
Questo, tanto più che Sechi ha confessato di avere tanti amici di sinistra che la pensano nel suo stesso modo, che ammettono che non c'è nulla da fare.
In ogni caso, per il direttore, Acca Larenzia rimane una ferita della storia italiana anche per questo: