Stefano Bandecchi, sindaco e presidente della provincia di Terni e leader di Dimensione Bandecchi, interviene nel dibattito sulle ultime dichiarazioni del presidente Trump, che senza mezzi termini ha annunciato l’intenzione degli Stati Uniti di annettere la Groenlandia.
Le parole del presidente americano, successive all’intervento militare volto a decapitare il regime di Maduro in Venezuela, appaiono più minacciose e concrete rispetto a quelle espresse in passato, quando il tycoon aveva già manifestato interesse a esercitare un controllo sull’isola, territorio autonomo del Regno di Danimarca.
Proprio dal legame tra i due avvenimenti – l’attacco Usa a Caracas e le minacce alla Groenlandia – prende le mosse l’analisi del leader di Dimensione Bandecchi.
Secondo Bandecchi, “Le minacce sulla Groenlandia rappresentano la prosecuzione dell’atteggiamento aggressivo di Trump verso il Venezuela”, già stigmatizzato dal sindaco di Terni nelle ore successive. Pur non mostrando simpatia per Maduro – a capo di “una dittatura mascherata da democrazia” – e riconoscendo ora “un possibile ritorno alla democrazia per il Venezuela”, Bandecchi definisce l’intervento Usa “ben oltre il diritto internazionale”.
Inoltre, secondo il sindaco di Terni, l’attacco “apre a serie riflessioni, creando un pericoloso precedente di cui, soprattutto le potenze ostili come Cina e Russia, cercheranno di approfittare”.
“Appena avuta la notizia dell’azione Usa in Venezuela”, rivendica Bandecchi, “ho immediatamente segnalato i pericoli e gli scenari di guerra che si sarebbero potuti aprire a causa di questa azione unilaterale e fuori dal diritto internazionale”.
Una riflessione che, secondo il sindaco di Terni, è completamente mancata nella classe politica nazionale, specialmente in quella di centrodestra, che “completamente appiattita” ha preferito plaudire “all’azione di Trump”.
Quel plauso, osserva però Bandecchi, oggi non si sente più. “Dopo le minacce di Trump alla Groenlandia”, osserva il leader di Dimensione Bandecchi, “dalla presidente del Consiglio in giù, le posizioni ora si avvicinano alle mie”.
Ma come relazionarsi con gli Stati Uniti, l’alleato che ha guidato il mondo occidentale dalla Seconda guerra mondiale in poi?
Per Bandecchi, occorre riconoscere la realtà dell’atteggiamento di Trump, che nei fatti “sta scaldando gli animi del mondo, e le temperature elevate scatenano incendi”. Soprattutto, il leader di Dimensione Bandecchi invita a domandarsi se gli Usa siano oggi alleati dell’Occidente o aspiranti padroni. Una domanda dura, a cui Bandecchi esorta a dare immediatamente una risposta.
La posizione del partito di Bandecchi, Dimensione Bandecchi, è chiara: con gli Usa è e rimane necessario un dialogo franco. Tuttavia, “nel momento in cui gli Stati Uniti mettessero in atto ulteriori azioni fuori dal perimetro delle norme internazionali, senza un fondamento politico serio e prendendo di mira territori sovrani, il dialogo diventerebbe difficile, se non impossibile”.
Le conseguenze, allora, sarebbero inevitabili: la frantumazione di “quell’asse che ha garantito uno stabile equilibrio al mondo negli ultimi 70 anni”, aprendo a scenari inimmaginabili.
Per Bandecchi, in conclusione, i leader occidentali – in primis la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni – devono avere il coraggio e la forza di affermare, anche a Trump, che “prepotenza e forza non sostituiscono la diplomazia”, perché al loro posto “subentra la guerra”. L’auspicio del sindaco di Terni è chiaro: “Spero che Trump abbia consiglieri saggi e li ascolti, perché questa strada non porterà bene a nessuno”.