06 Jan, 2026 - 11:30

Meloni a Parigi mentre Trump minaccia l’Europa: Groenlandia, Ucraina al vertice che fa tremare l’UE

Meloni a Parigi mentre Trump minaccia l’Europa: Groenlandia, Ucraina al vertice che fa tremare l’UE

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni vola a Parigi per partecipare al vertice dei 'volenterosi' in programma oggi, martedì 6 gennaio 2026, all'Eliseo. 

Un vertice per l'Ucraina su cui inevitabilmente irrompe la questione Venezuela, ma soprattutto la questione Groenlandia dopo le ultime dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. 

Se il rovesciamento con la forza del presidente Nicolas Maduro – arrestato e condotto negli Usa insieme alla moglie – pone un problema di violazione del diritto internazionale, i riferimenti del tycoon americano alla Groenlandia danese rappresantano una 'minaccia' alla sovranità territoriale europea e di conseguenza un problema che investe direttamente UE e Nato.

Alla riunione di oggi nella capitale francese saranno presenti anche Steve Witkoff e Jared Kushner, i negoziatori di Trump per la questione Ucraina.

Atteso anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky oltre ai 27 leader internazionali. 
Giorgia Meloni dovrebbe ripartire per Roma subito dopo la conclusione del vertice.

Vertice dei volenterosi: Ucraina, Russia e il rischio di nuovi fronti di guerra

La riunione dei volenterosi arriva in un momento molto delicato per l'Europa dove i fronti di guerra anziché concludersi rischiano di moltiplicarsi.

Il vertice di oggi è stato convocato per fare un punto sugli impegi per la sicurezza per l'Ucraina stilati dai leader europei al vertice di Berlino di dicembre 2025.

Nell'agenda del giorno ci sono diversi punti controversi, come la pianificazione di una forza multinazionale su base volontaria da inviare in Ucraina in caso di cessate il fuoco con la Russia.

Una forza multinazionale da dispiegare in Ucraina in caso di cessate il fuoco, in coordinamento con Kiev e con il supporto degli Stati Uniti.

Sul tavolo anche un pacchetto più ampio di garanzie di sicurezza, inclusi impegni vincolanti in caso di una nuova aggressione russa.

Giorgia Meloni ha già escluso l'invio di militari italiani nei teatri del conflitto, ma ha assicurato l'appoggio logistico e di supporto alla popolazione. 

La presenza dei negoziatori statunitensi  Witkoff e Kushner è sintomo della volontà di rafforzare una posizione comune tra Ucraina, Europa e Stati Uniti, da presentare successivamente a Mosca.

I colloqui per porre fine al conflitto hanno subito un’accelerazione da novembre, ma finora emergono pochi segnali di apertura da parte russa.

Le dispute territoriali restano il principale nodo irrisolto e i combattimenti continuano senza un rallentamento significativo.

La strategia di Meloni: fedeltà atlantica, no ai soldati e partita diplomatica con Trump

Giorgia Meloni e l'Italia arrivano al vertice dei volenterosi a Parigi con una posizione di sostegno fermo a Kiev, rafforzata dall'approvazione del decreto Ucraina in Consiglio dei Ministri a fine 2025. 

Il provvedimento proroga fino al 31 dicembre 2026 gli aiuti militari, civili, logistici e sanitari a Kiev, priorizzando protezioni aeree e sanitarie, dopo un'intesa tra Meloni e Salvini che ha risolto tensioni interne alla maggioranza.​

Meloni conferma il pieno impegno atlantico al fianco di Kiev, escludendo però l'invio di soldati italiani sul terreno per evitare escalation.

Al summit, ospitato da Macron all'Eliseo con oltre 30 leader inclusi Zelensky, l'Italia punterà a garanzie di sicurezza post-pace e coordinamento UE-USA contro Mosca. L'Italia ha già inviato 12 pacchetti di aiuti, ribadendo integrità territoriale ucraina e pressione su Russia.

Attesa alle 14, la premier italiana promuoverà una "terza via" pragmatica: sostegno multilaterale senza interventismo diretto, in linea con sforzi diplomatici per pace duratura. 

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