06 Jan, 2026 - 08:30

Dalla Nigeria al Venezuela, le festività all’insegna della politica estera di Trump

Dalla Nigeria al Venezuela, le festività all’insegna della politica estera di Trump

Durante le festività tra Natale ed Epifania, Donald Trump ha continuato a essere protagonista della scena internazionale. Dalla Nigeria all’Ucraina, passando per il Medio Oriente e l'Iran, il presidente statunitense ha intrecciato vacanze e politica estera, mantenendo alta l’attenzione su crisi e negoziati globali.

Trump tra festività e politica estera

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si è allontanato dalla Casa Bianca per le vacanze, che ha trascorso nella sua residenza di Mar-a-Lago. Nonostante ciò, Trump ha continuato a dominare le cronache globali, intrecciando festività con mosse diplomatiche e militari ad alto impatto.

Durante questo periodo, l’attenzione della comunità internazionale si è concentrata su una serie di crisi, dalla Nigeria al Venezuela, trasformando le vacanze in un vero e proprio calendario di negoziati e interventi.

L’amministrazione americana ha coordinato operazioni che mescolano forza e dialogo, ribadendo la leadership degli Stati Uniti sulla scena mondiale.

L’operazione in Nigeria contro lo Stato islamico

Il 25 dicembre 2025, Donald Trump ha annunciato un’operazione militare contro lo Stato islamico in Nigeria, precisamente nel nord-ovest del paese, che “ha preso di mira e ucciso brutalmente, principalmente cristiani innocenti, a livelli mai visti da molti anni, e persino secoli”.

Ucraina e Medio Oriente al centro dei colloqui

Il 29 dicembre 2025, Trump ha ricevuto il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, a Mar-a-Lago. I due leader hanno discusso del piano di pace per l’Ucraina. Il piano statunitense, composto da 28 punti, era stato rivelato nel mese di novembre. Da allora, i funzionari americani tengono colloqui separati con le delegazioni ucraine e russe nel tentativo di porre fine al conflitto iniziato nel febbraio 2022.

Restano però alcuni punti cruciali, tra cui le garanzie di sicurezza robuste richieste da Kiev e le rivendicazioni territoriali di Mosca. L’incontro tra Trump e Zelensky ha messo ancora una volta nero su bianco le divergenze tra le parti.

Prima della fine dell’anno, il presidente americano ha accolto anche il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. Al centro dell’attenzione vi era l’avvio della seconda fase del cessate il fuoco a Gaza. Non sono mancati, inoltre, commenti sulla situazione più ampia in Medio Oriente.

Avvertimenti all’Iran

Nel frattempo, nel bel mezzo delle proteste in Iran nate dopo lo sciopero dei commercianti, il presidente statunitense ha lanciato un avvertimento contro Teheran.

Trump ha affermato che gli Stati Uniti interverranno se l’Iran sparerà e ucciderà i manifestanti che protestano contro la difficile situazione economica del paese.

Queste attività di Trump durante le festività sottolineano una strategia di “diplomazia muscolare” che dà priorità ai teatri critici per l’egemonia globale americana.

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