Sono Giovanni Tamburi, Emanuele Galeppini e Achille Osvaldo Barosi le prime tre vittime italiane ufficialmente identificate dell'incendio divampato nel locale "Le Constellation" di Crans-Montana la notte di Capodanno.
Per una quarta giovane, la sedicenne milanese Chiara Costanzo, già riconosciuta dai genitori sul posto, si attende ancora la conferma ufficiale del Dna. Lo ha fatto sapere l'ambasciatore d'Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado.
Giovanni Tamburi, 16 anni, era originario di Bologna. Si trovava in Svizzera con il padre e la compagna e aveva deciso di trascorrere la notte di Capodanno insieme ad alcuni amici. Dopo l'incendio scoppiato a "Le Constellation", di lui si erano perse le tracce. La madre, disperata, aveva diffuso sui social un appello, sperando che qualcuno potesse avere sue notizie. "Aiutatemi a ritrovare mio figlio", aveva scritto.
Emanuele Galeppini, 17 anni, nato a Genova ma residente a Dubai, era una promessa del golf e grande tifoso del Genoa. La sua scomparsa era stata segnalata dalla Federazione Italiana Golf prima che i familiari sottolineassero la necessità di attendere conferme ufficiali. Come Giovanni, si trovava a Crans-Montana con amici. Poco prima della tragedia, il padre lo aveva sentito al telefono per gli auguri.
Achille Osvaldo Barosi, 16 anni, milanese, frequentava il liceo artistico alle Orsolini. Molto portato per il disegno, era stato visto l'ultima volta intorno all'1:30 di notte, mentre rientrava nel locale per salvare un'amica, dopo essere già riuscito a uscire "senza un graffio", come ha raccontato lo zio. Anche nel suo caso, l'identificazione è stata resa possibile dal test del Dna.
I loro nomi si aggiungono a quelli delle altre vittime identificate: 11 in totale, delle 40 persone che risultano morte. 121, invece, i feriti, di cui 5 non ancora identificati. Tre gli italiani che risultano dispersi.
ha dichiarato nelle scorse ore a La Repubblica il padre di Chiara Costanzo, 16 anni, milanese, a cui in tantissimi hanno già dedicato messaggi di cordoglio. Studentessa del liceo scientifico Moreschi, ginnasta di talento e con un grande amore per la natura, la giovane era un'amica di Barosi.
Molti dei feriti italiani sono già stati rimpatriati, alcuni di loro ricoverati in condizioni critiche. C'è chi nell'incendio ha perso un compagno di classe o di squadra, chi un amico. C'è chi rischia di perdere la vita.
Mentre le procedure di identificazione proseguono, la Procura del Cantone Vallese ha aperto un'indagine per omicidio per negligenza, lesioni personali per negligenza e incendio per negligenza nei confronti dei due proprietari francesi del locale.
Si tratta di Jacques Moretti, con precedenti per truffa, rapimento e sfruttamento della prostituzione, e della moglie Jessica. "Nessun atto dovuto, ci sono dei sospetti", ha dichiarato la procuratrice Beatrice Pilloud in un punto stampa.
Dal canto loro, i due sostengono che il locale fosse stato ispezionato più volte negli ultimi anni e che tutto fosse a norma. L'ipotesi più probabile è che l'incendio sia stato innescato dalle candele pirotecniche sulle bottiglie di champagne al contatto con il soffitto, coperto con pannelli fonoassorbenti.
Alcuni dei soccorritori hanno raccontato che l'unica porta disponibile durante l'emergenza era chiusa e "non aveva il meccanismo di sicurezza". Solo dopo averla sfondata hanno potuto salvare delle persone. Se ci fosse stata un'altra via di uscita aperta, forse ci sarebbero stati meno morti.