03 Jan, 2026 - 12:58

Aumento pedaggi autostradali: la colpa dei rincari è di Salvini o della Consulta?

Aumento pedaggi autostradali: la colpa dei rincari è di Salvini o della Consulta?

Dal 1° gennaio i pedaggi per molte autostrade italiane sono aumentati dell'1,5%. L’incremento, oltre a suscitare l’indignazione dei cittadini, ha acceso lo scontro politico.

Il Ministero dei Trasporti guidato da Matteo Salvini ha infatti puntato il dito contro la Corte Costituzionale, ritenendola responsabile degli aumenti, mentre le opposizioni hanno denunciato quello che considerano un tentativo del ministero di scaricare altrove le proprie responsabilità.

Perché sono aumentati i pedaggi autostradali

Dal 1° gennaio 2026 sono aumentati i pedaggi sulle tratte autostradali gestite dalle concessionarie coinvolte nei procedimenti di aggiornamento dei PEF (Piani Economico-Finanziari). Si tratta di documenti che ogni società concessionaria deve redigere ogni cinque anni e presentare allo Stato, illustrando investimenti, costi di gestione e manutenzione e, soprattutto, i livelli dei pedaggi necessari a garantire la sostenibilità finanziaria dell’autostrada.

Per evitare rincari legati all’adeguamento all’indice di inflazione previsto per questo anno, il Ministero dei Trasporti aveva approvato misure che, in attesa dei PEF, avrebbero consentito di congelare gli aumenti, che altrimenti sarebbero scattati automaticamente.

L’intervento del MIT, tuttavia, è stato bocciato dalla Corte Costituzionale. Con la sentenza n. 147, pubblicata il 14 ottobre 2025, la Consulta ha ritenuto infatti incostituzionali le disposizioni del MIT, perché in contrasto con gli articoli 3, 41 e 97 della Costituzione. E così gli aumenti sono scattati.

Il MIT accusa la Consulta degli aumenti

La pronuncia della Consulta ha fatto irritare il Ministero dei Trasporti che, guidato da Matteo Salvini,  ha reagito con durezza. 

In un comunicato, il MIT ha di fatto attribuito alla Corte Costituzionale la responsabilità degli aumenti dei pedaggi, sostenendo che “la Consulta ha vanificato lo sforzo del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, e dello stesso governo di congelare le tariffe fino alla definizione dei nuovi PEF regolatori”, dissociandosi e ribadendo “la propria contrarietà alle conseguenze pratiche della sentenza, che gravano sulle famiglie e sugli utenti della rete autostradale con un aumento dei costi non voluto dall’Esecutivo”.

Il messaggio è chiaro: gli aumenti, secondo il ministero, devono essere imputati alla magistratura, non al Governo.

Le opposizioni contro Salvini sugli aumenti autostradali

La nota del Ministero ha acceso lo scontro politico, con le opposizioni che si sono subito sollevate contro quello che hanno definito uno “scaricabarile” del ministro Salvini.

“Anche sull’aumento dei pedaggi autostradali la Lega scarica le responsabilità sulla Consulta”, ha scritto il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli. “È sempre colpa dei giudici per la destra, mai dell’inadeguatezza e dell’incompetenza di Matteo Salvini”.

Una posizione a cui ha fatto eco il Partito Democratico, secondo il quale “gli uffici stampa del Carroccio — e ancor più grave quello istituzionale del MIT — cercano di far partire la controinformazione per scaricare le responsabilità sulla Corte Costituzionale”.

I rincari dei pedaggi infiammano il dibattito

Nel dibattito anche il Movimento 5 Stelle, che ha commentato la vicenda per sottolineare l’aumento delle tasse con il Governo: “Dobbiamo aggiornare il libro delle tasse del Governo Meloni. Dopo l’aumento delle accise, la tassa sui pacchi, le imposte che colpiscono le famiglie e quelle che affondano le piccole e medie imprese, arriva anche la nuova tassa sui pedaggi”.

Infine, sulla sua pagina social Italia Viva ha attaccato direttamente il ministro: “Un tempo esortava a non pagare i pedaggi autostradali e li stracciava, oggi, a capo del Ministero dei Trasporti, Salvini li aumenta. C’è una cosa che al Ministro riesce sempre bene fare: il clown”.

 

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