Continuano con fatica le identificazioni delle vittime e dei feriti della strage di Capodanno a Crans-Montana in Svizzera.
L’incendio, divampato durante i festeggiamenti, ha causato vittime e numerosi feriti, molti dei quali giovanissimi.
Da 48 ore i soccorsi lavoravano senza sosta e le autorità italiane sono impegnate a trasferire negli ospedali italiani i nostri giovani connazionali. Al momento non ci sono vittime italiane identificate ufficialmente, ma le speranze di ritrovare tutti i nostri connazionali in vita si fanno sempre più flebili con il passare delle ore.
Purtroppo il bilancio delle vittime e dei feriti continua a salire e nel Paese si è levato un coro unanime di dolore, vicinanza e richieste di chiarezza sulle responsabilità.
Dalle istituzioni di governo fino alle forze di opposizione, la tragedia ha superato i confini politici, diventando un momento di lutto collettivo e riflessione sulla sicurezza.
''Le autorità svizzere hanno identificato sei cadaveri e tra loro non ci sono italiani'', ma ''aspettiamo di avere conferme su eventuali vittime italiane, cosa da non escludere''.
Ha dichiarato questa mattina il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, in collegamento con l'edizione straordinaria del Tg2, in onda per seguire la crisi venezuelana.
''Siamo pronti con volo di Stato nel caso di dover rimpatriare eventuali vittime'', ha aggiunto.
In base agli ultimi aggiornamenti delle autorità locali svizzere, il bilancio provvisorio è di 121 feriti, di cui 5 ancora non identificati, e 40 vittime di cui 4 identificate.
Da Palazzo Chigi è arrivata una nota ufficiale in cui la premier Giorgia Meloni “rinnova il suo più profondo cordoglio personale e quello del Governo tutto per la tragedia occorsa in Svizzera” e sottolinea di essere “in costante contatto con il ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, presente sul luogo dell'incidente, con il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, e con i soccorritori italiani”.
Parole di dolore anche dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara:
Un gesto simbolico ma significativo è arrivato dal presidente del Senato Ignazio La Russa, che nel pomeriggio di ieri ha deposto fiori davanti al consolato svizzero di Milano.
“In questi casi le parole sono davvero superflue”, ha detto, spiegando che il gesto vuole rappresentare “un sentimento sincero di cordoglio” “al di là delle differenze politiche”.
Sulla stessa linea la senatrice di Forza Italia Licia Ronzulli, che ha parlato di “un dolore immane, che spezza il cuore”, ringraziando le istituzioni svizzere e la macchina dei soccorsi italiani per la rapidità e la professionalità dimostrate.
Dalle opposizioni è arrivato un messaggio altrettanto netto. Enrico Borghi di Italia Viva ha scritto che “la tragedia di Crans-Montana spezza il fiato, lascia attoniti, alimenta il dolore”, esprimendo solidarietà alle famiglie e alla Svizzera.
Giuseppe Conte ha sottolineato come quanto accaduto rappresenti “una tragedia nazionale, che ci tocca tutti come genitori”.
L’ex premier ha spiegato:
Conte ha poi chiesto “che le indagini per accertare le responsabilità procedano con massimo rigore e professionalità” e ha ringraziato i soccorritori e le unità di crisi impegnate sul posto.
La tragedia di Crans-Montana ha unito istituzioni e forze politiche in un momento di dolore condiviso.
Al di là delle appartenenze, il filo conduttore resta la vicinanza alle famiglie colpite, il ringraziamento ai soccorritori e la richiesta di verità su quanto accaduto.
Un dramma che riapre con forza il tema della sicurezza nei luoghi di aggregazione e che lascia un segno profondo, destinato a non essere dimenticato.