02 Jan, 2026 - 17:40

Crans-Montana e la notte che non finisce mai, decine di morti e corpi senza nome. Tajani: “Ci vorrà tempo”

Crans-Montana e la notte che non finisce mai, decine di morti e corpi senza nome. Tajani: “Ci vorrà tempo”

Un fuoco pirotecnico su una bottiglia di champagne, acceso per dare il benvenuto al 2026, sarebbe partito così  l'incendio che in pochi minuti ha avvolto i locali del bar di Crans-Montana nel Canton Vallese in Svizzera.

In gergo tecnico si parla di flashover, un fenomeno che non ha lasciato scampo a chi in quel momento si trovava all'interno dei locali.

E' quanto è emerso fino a questo momento dalle indagini condotte dalle autorità elvetiche che stanno faticosamente cercando di ricostruire la dinamica del tragico incidente verificato la notte tra il 31 dicembre e il 1 gennaio 2026 nella rinomata località sciistica.

Indagini da cui – con il passare delle ore – emerge sempre più chiaramente, secondo gli inquirenti, una possibile catena di errori che avrebbe trasformato la festa in una trappola.

L'ultimo bollettino parla di almeno 49 morti e 119 feriti di cui molti gravissimi, ma come ha detto la procuratrice generale del Canton Vallese, Beatrice Pilloud, i numeri non sono definitivo e possono aumentare.

Un dolore senza fine per le famiglie in attesa di notizie a cui si aggiunge il dramma di corpi a cui non è ancora possibile dare un nome a causa delle terribili ustioni. 

Tajani a Crans-Montana: il dolore delle famiglie e l’attesa delle identificazioni 

La drammaticità della situazione e lo strazio che si sono trovati davanti gli investigatori e i soccorritori intervenuti sul posto emerge anche dalle parole del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, arrivato a Crans-Montana nella mattinata di oggi, venerdì 2 gennaio 2025 per fornire tutto il supporto italiano alle autorità svizzere.

Un dramma nel dramma è rappresentato dalle difficoltà incontrate dai soccorritori nell'identificazione dei corpi sottratti al rogo del Le Constellation. I tempi, infatti, "dipendono dallo stato della vittima, ma ci vorrà tempo".

Lo ha ribadito il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine di un punto stampa a Crans Montana.

"Abbiamo dato la massima disponibilità alle autorità svizzere, fornendo informazioni di ogni tipo", ha poi aggiunto il ministro degli Esteri che poi ha dichiarato di aver messo a disposizione la polizia scientifica per aiutare con le identificazioni.

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Le famiglie ci hanno chiesto notizie nei tempi più rapidi possibili e saranno le prima a essere informate. L'unica cosa che non possiamo fare è attenuare il loro dolore e la loro preoccupazione. 

Ha ribadito Tajani, a margine del punto stampa nella località sciistica.

Flashover, la procuratrice: "Fuoco partito da candele su bottiglie champagne" 

Continuano senza sosta intanto le indagini degli inquirenti elvetici per ricostruire la dinamica dei fatti e individuare eventuali profili di responsabilità. La pista più accreditata al momento resta quella delle candele scintillanti, note come flare, che erano state messe sulle bottiglie di champagne. 

Secondo quanto ricostruito fino a questo momento le candele sarebbero state troppo vicine al soffitto e questo ha causato quello che viene definito un flashover, con le fiamme che si diffondono molto rapidamente. 

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Suppongo che qualche cosa non abbia funzionato per quanto riguarda la sicurezza. Ho chiesto informazioni alla procuratrice generale che mi ha detto che ci sono già state decine di interrogatori per individuare i colpevoli. L'indagine procede in maniera determinata. 

Ha spiegato il ministro Tajani che poi ha ribadito:

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Mi pare privo di senso mettere fuochi pirotecnici al chiuso, con ragazzi che salgono sulle spalle di altri, senza controllo. Evidentemente qualcosa non ha funzionato negli impianti antincendio. Le immagini del disastro mi portano a pensare che qualcosa non abbia funzionato. Toccherà alla magistratura individuare quali siano le responsabilità. 



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