La Lettonia ha completato una barriera difensiva di 280 chilometri lungo il confine con la Russia, volta a proteggere il paese da minacce ibride e flussi migratori. Supportata da finanziamenti europei, l’iniziativa mira a trasformare il confine in uno scudo multidimensionale, rafforzando la sicurezza nazionale e il controllo del confine orientale dell’Unione Europea.
La Lettonia ha portato a termine una barriera difensiva di 280 chilometri al confine con la Russia. Il progetto è volto a blindare i confini orientali del paese.
Il paese baltico ha avviato i lavori di rafforzamento dei confini terrestri con l'inizio della guerra tra Russia e Ucraina, nel febbraio 2022. La recinzione è rinforzata con filo spinato e dispone anche di percorsi per pattuglie. Inoltre, la barriera completa il sistema di protezione al confine con la Bielorussia.
Il ministro dell'Interno lettone, Rihards Kozlovskis, ha celebrato, in una dichiarazione del 29 dicembre 2025, l'opera come pilastro per la sicurezza nazionale.
Kozlovskis ha anche parlato dell'implementazione di tecnologie avanzate per la protezione e il potenziamento della sicurezza al confine orientale dell'Unione Europea.
L'obiettivo finale è quello di creare un sistema di sorveglianza "moderno" e altamente tecnologico per monitorare la zona. Oltre alla recinzione, vengono costruiti percorsi di pattugliamento, che permetteranno alle forze di sorveglianza di muoversi facilmente lungo il confine per monitorare la situazione. Sono previsti anche passerelle e altre soluzioni ingegneristiche che, oltre ad una barriera fisica, contribuiranno a creare un sistema di sorveglianza completo.
L'iniziativa riflette una visione pragmatica: trasformare il limite fisico in uno scudo multidimensionale, che integra diverse tecnologie per garantire la sicurezza.
La Commissione europea ha sostenuto il potenziamento dei confini, erogando 17 milioni di euro nel 2024 per la sorveglianza avanzata ai confini con la Russia e la Bielorussia. Questi fondi rispondono all'esponenziale crescita dei migranti irregolari.
Bruxelles ha giustificato l'intervento con l'urgenza di tutelare l'integrità dell'UE orientale, evitando che flussi incontrollati possano minare la coesione interna. Per la Lettonia, questo supporto non è solo economico ma anche geopolitico, consolidando il fronte baltico contro le pressioni esterne.