Per il centrosinistra il 2026 è iniziato con una spada di Damocle sospesa sulla testa e un interrogativo: chi guiderà la coalizione nella sfida per le Elezioni Politiche 2027?
La campagna elettorale per Palazzo Chigi è ufficialmente iniziata e mentre nel centrodestra la leadership di Giorgia Meloni non è mai stata in discussione, a sinistra invece la competizione è più agguerrita che mai e probabilmente bisognerà ricorrere allo strumento delle primarie di coalizione per sciogliere il nodo.
Se si seguisse lo stesso schema seguito dalla maggioranza di governo - che fino ad ora ha funzionato - la guida del campo largo spetterebbe a Elly Schlein in quanto segretaria del principale partito d'opposizione.
La segretaria dem, tuttavia, deve fare i conti con le ambizioni degli alleati, Giuseppe Conte in primis, e con chi all'interno del Pd vorrebbe un nome diverso dal suo.
Giuseppe Conte ed Elly Schlein sono i nomi più citati, ma attorno a loro ruotano altre possibili figure in grado, almeno sulla carta, di contendere la guida del Paese all’attuale presidente del Consiglio.
A fotografare questo scenario arriva un sondaggio Youtrend che prova a rispondere a una domanda chiave: chi sceglierebbero gli italiani se alle prossime elezioni si votasse direttamente anche il candidato premier?
Youtrend ha condotto un sondaggio nazionale ipotizzando sei diversi duelli diretti per la presidenza del Consiglio. Da una parte, in tutti i casi, Giorgia Meloni per il centrodestra, dall’altra sei possibili candidati del campo largo.
I risultati mostrano come, all’interno del centrosinistra, il vero confronto sia soprattutto tra Giuseppe Conte ed Elly Schlein.
Il dato più sorprendente riguarda proprio la sfida Meloni-Conte: i due risulterebbero quasi perfettamente appaiati, con un 50,1% per Meloni e un 49,9% per l’ex presidente del Consiglio.
Una distanza minima che segnala come Conte sia, ad oggi, il nome più competitivo per il centrosinistra. Diverso il discorso per Elly Schlein: nel duello diretto con la premier, la segretaria del Partito Democratico si fermerebbe al 46,4%, contro il 53,6% di Meloni.
Anche altri profili testati dal sondaggio non riescono a colmare il divario. Antonio Decaro, Silvia Salis e Paolo Gentiloni raccolgono consensi importanti, ma restano tutti sotto la soglia del 50%.
Il dato rafforza l’idea che nel centrosinistra la scelta del leader non sia solo una questione interna, ma un passaggio decisivo per la competitività elettorale complessiva.
Il sondaggio Youtrend restituisce un quadro chiaro: Giorgia Meloni risulta vincente in tutti e sei i duelli ipotizzati.
Anche quando il margine è minimo, come nel confronto con Conte, la leader di Fratelli d’Italia mantiene un vantaggio, seppur risicatissimo. Negli altri casi, il distacco si allarga progressivamente.
Contro Antonio Decaro la premier ottiene il 51,6%, contro Silvia Salis il 51,8%, mentre contro Paolo Gentiloni sale al 52,8%.
Il divario più ampio si registra nel confronto con l’ex direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini: 61% per Meloni contro il 39% del candidato del campo largo. Percentuali nette, espresse al netto di indecisi e astenuti, che certificano la solidità del consenso della premier.
Questi numeri confermano come Meloni sia percepita da una parte significativa dell’elettorato come una figura di leadership ormai consolidata.
Al tempo stesso, evidenziano le difficoltà dell’opposizione nel trovare un candidato in grado di parlare a un pubblico ampio e trasversale.
Il tema della guida del centrosinistra è tutt'altro che marginale e non può essere ridotta ad una mera questione di percentuali dal momento che sarà determinante per il futuro del Paese (almeno per i prossimi anni).
E' quindi fondamentale per la coalizione di opposizione scegliere il candidato più adatto a catalizzare i consensi soprattutto di quella enorme fetta di indecisi e illusi che negli ultimi cinque anni ha deciso di disertare le urne.
Il sondaggio Youtrend non assegna vincitori definitivi, ma lancia un messaggio politico chiaro. La partita per Palazzo Chigi si giocherà tanto sul programma quanto sulla figura del leader.
Nel centrosinistra, la sfida per la leadership è tutt’altro che secondaria: solo Giuseppe Conte sembra oggi in grado di contendere davvero la vittoria a Giorgia Meloni.
Nei prossimi mesi, la scelta del candidato del campo largo potrebbe diventare il vero snodo strategico in vista delle elezioni, trasformando il confronto interno in un passaggio decisivo per l’intero equilibrio politico del Paese.