Biancaneve non è solo una principessa: è un vero e proprio fenomeno pop che attraversa quasi un secolo di cinema e televisione. Quando qualcuno chiede "quanti film di Biancaneve esistono?", la risposta breve sarebbe "tantissimi", ma quella utile richiede ordine, contesto e un po' di memoria storica.
Dal classico Disney del 1937 alle versioni dark, dai live action ai film fantasy, passando per serie TV e riletture moderne, "Biancaneve" è stata reinterpretata in ogni salsa possibile.
Qui trovi tutte le versioni principali di "Biancaneve", Disney e non Disney, tra film e serie, senza distinguo ideologici e senza fare finta che esista una sola "Biancaneve" ufficiale.
Il film che ha fissato l’immaginario collettivo resta "Biancaneve e i sette nani" (1937), primo lungometraggio animato Disney. È da qui che nascono l’abito iconico, i nani con i nomi, la Regina ossessionata dallo specchio e il bacio del Principe. Questo film ha definito il "canone pop", ma non è l’unico.
Negli anni successivi, "Biancaneve" è diventata terreno di conquista per il cinema internazionale. Già nel Novecento sono circolate versioni europee e adattamenti più fedeli alla fiaba dei fratelli Grimm, spesso con toni più cupi e meno edulcorati.
Disney ha poi rilanciato il personaggio con il live action "Biancaneve" (2025), una rilettura moderna che aggiorna temi e personaggi, segnando un nuovo capitolo cinematografico ufficiale.
Nel 2012 "Biancaneve" vive una vera rinascita cinematografica, ma in versione decisamente meno zuccherosa. "Biancaneve e il cacciatore" porta il personaggio in un mondo dark fantasy, dove la protagonista diventa una guerriera e la Regina (Charlize Theron) domina la scena.
Il film ottiene successo e genera uno spin-off/sequel, "Il cacciatore e la regina di ghiaccio" (2016), che espande l’universo narrativo pur spostando il focus.
Nello stesso periodo esce "Mirror Mirror" (2012), che gioca la carta opposta: tono ironico, colori accesi, Julia Roberts nei panni di una Regina sopra le righe. Qui "Biancaneve" è meno tragica e più fiabesca, ma sempre lontana dal modello Disney classico.
Queste versioni confermano una cosa: "Biancaneve" funziona anche quando cambia genere, passando dal musical animato al fantasy epico senza perdere riconoscibilità.
"Biancaneve" non si è fermata al cinema. La televisione l’ha adottata e trasformata più volte. L’esempio più famoso è "Once Upon a Time", serie cult che rilegge le fiabe in chiave contemporanea. Qui Biancaneve è Snow White, alias Mary Margaret, uno dei personaggi centrali della trama per diverse stagioni.
Anche "Grimm" ha giocato con il mito, reinterpretando Biancaneve attraverso episodi ispirati alla fiaba originale, spesso con toni molto più oscuri. In questi casi non si tratta di adattamenti diretti, ma di rielaborazioni narrative che dimostrano quanto il personaggio sia radicato nell’immaginario seriale.
Oltre ai film dedicati, "Biancaneve" compare in numerose produzioni come personaggio riconoscibile. In "Ralph spacca Internet" (2018), per esempio, appare insieme alle altre principesse Disney in una delle scene più commentate degli ultimi anni. Non è la protagonista, ma è presente come simbolo delle origini.
Nel corto celebrativo "Once Upon a Studio" (2023), realizzato per i 100 anni Disney, "Biancaneve" torna ancora una volta, ribadendo il suo ruolo fondativo. Queste apparizioni non raccontano la fiaba, ma contribuiscono ad allargare il numero di film in cui Biancaneve esiste come personaggio cinematografico.
"Biancaneve" ha viaggiato per quasi un secolo tra cinema e TV, reinventandosi ogni volta. Ecco un elenco delle versioni principali, ordinate per anno, con titolo e genere:
Non esiste una sola "Biancaneve", ma un mosaico di versioni che riflettono epoche, gusti e sensibilità diverse. È questo il motivo per cui la domanda "quanti film di Biancaneve esistono?" non ha una risposta secca, ma una mappa da esplorare.
Biancaneve è passata dall’essere una principessa che canta con gli uccellini a una guerriera, da simbolo di innocenza a personaggio politico, da fiaba per bambini a racconto dark per adulti. E continua a tornare, perché certe storie non invecchiano: cambiano pelle.