01 Jan, 2026 - 11:30

"Biancaneve e i sette nani": ecco come finisce e il significato del cult Disney

"Biancaneve e i sette nani": ecco come finisce e il significato del cult Disney

"Biancaneve e i sette nani" non è solo un film: è il film che ha cambiato per sempre la storia del cinema d’animazione. Uscito nel 1937, è stato il primo lungometraggio animato Disney e, all’epoca, una scommessa considerata folle.

Oggi è un cult immortale, visto e rivisto, citato, parodiato e analizzato fino allo sfinimento. Eppure, ancora oggi, la domanda più fatta online è: "come finisce Biancaneve?" E soprattutto: qual è il vero significato del finale Disney?

Tra mele avvelenate, baci salvifici e regine ossessionate dallo specchio, il film nasconde più livelli di lettura di quanto sembri.

Come finisce davvero "Biancaneve e i sette nani"

Il finale del film Disney è diventato uno dei più iconici dell’immaginario collettivo. Dopo essere stata ingannata dalla Regina Grimilde travestita da vecchia mendicante, Biancaneve morde la mela avvelenata e cade in un sonno profondo, apparentemente senza ritorno.

I sette nani arrivano troppo tardi e, distrutti dal dolore, decidono di non seppellirla. In una scelta visivamente potentissima, i nani costruiscono una bara di vetro e oro, dove vegliano Biancaneve giorno e notte. Il tempo passa, le stagioni cambiano, ma lei resta immobile, eterna.

È qui che entra in scena il Principe, che aveva incontrato Biancaneve all’inizio del film. Colpito dalla sua bellezza e dal suo destino, si avvicina e la bacia.

Il bacio rompe l’incantesimo. Biancaneve si risveglia, viva, sorridente, come se nulla fosse accaduto. Il film si chiude con lei che sale al castello del Principe, mentre i nani la salutano commossi. È un lieto fine totale, senza ambiguità, fedele alla visione Disney dell’epoca.

Che fine fa la Regina Grimilde

Mentre Biancaneve dorme il suo sonno maledetto, la Regina Grimilde non ottiene il trionfo che immaginava. Lo Specchio Magico le rivela che Biancaneve è ancora la più bella del reame. Furiosa, Grimilde tenta di fuggire, ma viene inseguita dai nani.

Qui il film mostra uno dei momenti più cupi e memorabili. Durante una tempesta, la Regina sale su un dirupo e cerca di schiacciare i nani con un enorme masso. Un fulmine colpisce la roccia, Grimilde perde l’equilibrio e precipita nel vuoto. Il masso la segue, cancellandola definitivamente dalla scena.

Disney non mostra il corpo, ma il messaggio è chiarissimo: il male viene distrutto dalle sue stesse azioni. Non c’è redenzione, non c’è ritorno. È una punizione netta, quasi biblica, che chiude l’arco narrativo dell’antagonista.

Il significato del finale secondo Disney

Il finale di Biancaneve e i sette nani riflette perfettamente la filosofia Disney degli anni '30. Il bene è puro, il male è assoluto, e la bontà viene sempre ricompensata. Biancaneve non vince grazie alla forza o all’astuzia, ma grazie alla sua innocenza, gentilezza e fiducia nel prossimo.

Il bacio del Principe non è solo un gesto romantico: è il simbolo della rinascita, del ritorno all’ordine dopo il caos. Il castello finale rappresenta la promessa di un futuro stabile, luminoso, lontano dalla paura e dall’invidia.

La Regina, al contrario, incarna l’ossessione per l’apparenza, la paura dell’invecchiamento e la gelosia distruttiva. Il suo destino è un monito: chi vive solo per essere "la più bella" è destinato a cadere.

Perché Biancaneve dorme in una bara di vetro

Uno degli elementi più inquietanti e affascinanti del film è la scelta della bara di vetro. Non è un dettaglio casuale. Il vetro permette di conservare Biancaneve in uno stato sospeso, né viva né morta. È un’immagine potente, fiabesca, che rafforza l’idea di purezza intoccabile.

Dal punto di vista simbolico, Biancaneve diventa un’icona: non può marcire, non può cambiare. È la rappresentazione della perfezione immobile, in contrasto totale con la Regina, che invece è ossessionata dal tempo che passa.

Perché il finale ha fatto la storia del cinema

Il finale di "Biancaneve e i sette nani" ha fatto scuola. Non solo per la narrazione, ma per la regia, l’uso del colore, la musica e il montaggio emotivo. La sequenza del risveglio, con la colonna sonora che accompagna il ritorno alla vita, è diventata un modello per decenni di film animati.

All’epoca dell’uscita, il pubblico è rimasto senza parole. Molti spettatori hanno pianto, altri hanno applaudito. Hollywood capì che l’animazione poteva raccontare storie complesse, emotive, universali. Da quel momento, nulla è stato più lo stesso.

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