01 Jan, 2026 - 11:45

Regno Unito, gli elettori progressisti favorevoli a negoziati per il rientro nell’UE: il sondaggio

Regno Unito, gli elettori progressisti favorevoli a negoziati per il rientro nell’UE: il sondaggio

Mentre nel Regno Unito si riapre il dibattito sul futuro delle relazioni con l’Unione europea, un nuovo sondaggio mostra un’opinione pubblica profondamente divisa lungo le linee politiche. I dati evidenziano un forte sostegno, soprattutto tra gli elettori progressisti, ad un riavvicinamento a Bruxelles attraverso l’Unione doganale o persino un ritorno nell’Unione europea, a fronte di una maggiore cautela da parte dei partiti conservatori e sovranisti.

Regno Unito, cresce il sostegno degli elettori all’Unione doganale con l’UE

Un sondaggio YouGov per The Times, condotto tra il 16 e il 17 dicembre 2025, offre uno sguardo sull’opinione pubblica britannica riguardo all’Unione europea, mentre nel dibattito politico si discute della possibilità di rapporti più intensi tra Londra e Bruxelles.

Il tema del futuro rapporto con l’UE torna quindi centrale nel confronto politico interno.

Secondo il sondaggio, l’80 per cento di coloro che hanno votato per il Partito Laburista alle elezioni generali del 2024 è favorevole all’adesione del Regno Unito all’Unione doganale con l’Unione europea. Questa opinione resta elevata anche tra gli elettori liberaldemocratici, con il 78 per cento, e tra i Verdi, con il 75 per cento.

Tra coloro che hanno votato per i Conservatori, il consenso scende al 39 per cento, mentre tra gli elettori di Reform UK si attesta al 20 per cento.

I dati mostrano una netta frattura politica sul rapporto con l’UE.

L’ipotesi di negoziati per il rientro nell’UE

Circa il 70 per cento degli elettori laburisti, liberaldemocratici e verdi ritiene che il futuro leader dovrebbe avviare colloqui per il rientro nell’Unione europea: il 73 per cento tra gli elettori del Partito Laburista e dei Verdi e il 70 per cento tra i liberaldemocratici.

La percentuale scende invece al 25 per cento tra gli elettori del Partito Conservatore e al 10 per cento tra quelli di Reform UK. Questi dati indicano che soprattutto l’elettorato progressista è favorevole all’avvio di negoziati per l’adesione all’Unione doganale con l’UE e non esclude nemmeno un possibile ritorno al blocco europeo.

Una tendenza simile era già emersa in un sondaggio condotto da Opinium, tra il 13 e il 17 novembre, per conto di European Movement UK. In quel caso, tra i britannici che ritengono la Brexit dannosa per il Regno Unito, oltre tre quarti si dichiaravano favorevoli all’adesione al Mercato unico e all’Unione doganale, ritenendo che questa scelta potrebbe ridurre il carico fiscale e aumentare i fondi destinati ai servizi pubblici.

I sondaggi delineano quindi un orientamento stabile in una parte consistente dell’opinione pubblica.

La linea del governo Starmer e le prospettive future

Il governo laburista guidato da Keir Starmer ha finora compiuto passi prudenti verso una maggiore cooperazione con l’Unione europea. Nel mese di dicembre è stato annunciato che il paese è pronto a tornare al programma di scambio studentesco Erasmus a partire dal 2027.

Tuttavia, l’esecutivo britannico mantiene le linee rosse ereditate dai governi precedenti: niente Mercato unico, niente Unione doganale e niente libera circolazione. Sebbene Starmer adotti un approccio più favorevole e invochi rapporti commerciali più stretti con l’UE, citando le “necessità strategiche” delle aziende britanniche, secondo gli analisti un cambiamento di rotta più significativo potrebbe stimolare la performance economica del paese. Il premier britannico, però, sembra al momento escludere questa opzione.

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