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    6 commenti su “Riforma pensioni 2023 ultime notizie governo Draghi”

    1. so solamente che dal 1979 le pensioni ad oggi sono aumentate di ben quasi 9 anni .
      vale a dire da 35 anni a quasi 44 di contributi. Prima si andava col retributivo.. Oggi col contributivo,, vale a dire se un operaio guadagna netti 1300 euro andrà in pensione con 900 netti. gli stipendi sono fermi da 30 anni.. allora dico io dove vogliono portarci. Il problema nasce sempre dall ‘alto. loro continuano a fare i cazzi suoi ,, noi si muore di fame. a breve poi cascherà il governo . cosi rifaranno un governo tecnico , e al voto non andremo.
      Che brutte prospettive per i ns figli.
      ma la peggio che i sindacati stanno a guardare e a fare i loro interessi.

    2. andiamo sempre peggio. con le pensioni sociali di 600 euro gli anziani muoiono di fame e freddo. chi alvora 30 -35 anni prenderà solo 200 eoro in più rispetto alla sociale e dovrà aspettare comunque 67 anni. il reddito di cittadinanza però viene dato a chi non lavora e non ha intenzione di accettare lavoro e magari maturano anche dei contributi. Adesso basta. abbiamo perso digità, stimoli, valori, entusiasmo. quello che dispiace che ci va di mezzo la salute oltretutto. non si dorme più la notte. Dcusate lo sfogo ma tant’è

    3. BASTA QUOTA 41
      Lascino perdere i 41 anni di contributi per tutti è dal 2011 che ci prendono per i fondelli e forse il 41 porta male ……
      PARLAMENTARI!!!!! strapagati e nominati ….
      BASTA TERGIVERSARE ….. FATE 42 ANNI DI CONTRIBUTI PER TUTTI SENZA PORTE E FINESTRE… MA FATE, FATE E DECIDETE UNA COSA BASATA SUI CONTRIBUTI = PER TUTTI (lasciando i 41 per i lavoratori gravosi, gli abbastanza invalidi o malati, ecc., ecc.) per almeno cinque anni ….ma decidete qualche cosa di onesto nel merito e chiaro nel merito e sostenibile
      Per i parlamentari et affini (sindacalisti inclusi) … vitalizio calcolato con il contributivo …….. e somministrabile solo dal 70 anno di età.
      L’attuale governo (draghi in primis) e parlamento e quelli precedenti, molti parlamentari attuali e non nel 2011 hanno delegato monti (nominato da giorgio I° senatore a vita) per fare il lavoro sporco: gargamella (ed i piddini nel 2011) ha lasciato fare ……. senza alcun intervento… era troppo preso nello smacchiare il giaguaro, senza guardarsi alle spalle, dal poi senatore semplice …. e compreso il sereno enrico, silviuccio ed i suoi compagni/e di merende e/o cene eleganti, l’energumeno tascabile renatuccio e gli allora pdl (non tutti…ma la maggioranza) giorgina compresa, oggi fratellina d’italia, poi gli italo forzuti, l’italo vivente già senatore semplice allora pd ed i suoi nominati, sono persone che:
      a) di età spesso vicini ai 70 anni o oltre e mi chiedo “chi rappresentano?” ;
      b) hanno contributi previdenziali scarsi o nulli spesso provenienti solo dalle loro cariche politiche o amministrative, con attuali o future pensioni parallele al vitalizio, contributi previdenziali delle quali sono o figurativi o pagati dalle amministrazioni pubbliche di riferimento (chiedete a Boeri);
      c) in maggioranza sono nominati (le elezioni con preferenza ….sono state dimenticate), 400 di loro spariranno (nelle prossime elezioni da 1000 a 600 e questo grazie ai 5S….senza di loro e grillo ed il loro 32% dei voti del 2018 non sarebbe mai avvenuto…..
      d) dei pensionandi di allora, attuali e futuri e dei loro anni di contributi se ne sono dimenticati o addirittura nemmeno capiscono cosa sono, scegliendo in alternativa lo spazio elettorale dei percettori il RDC, prima solo dei 5s adesso anche il pd….. sostanzialmente ……. non hai lavoro … ti mantengo e ti faccio sopravvivere …. il lavoro ce l’hai …… e non hai ancora 67 anni…… ti faccio lavorare per 43 anni per ora …. sperando che magari crepi ….. cosi l’inps risparmia;

      Sono solo preoccupati che il sistema regga il loro stipendio e relativo vitalizio futuro…..

      Elettori …guardate in rete chi votò favorevole (nome per nome) alla legge monti/fornero del 2011 giustificabile negli obiettivi infame e subdola nei metodi decisi applicando le aspettative di vita anche ai contributi (Brambilla ip…. sbaglio tecnico) e ricordatevelo nel 2023 quando si voterà nuovamente (forse) per le politiche.

    4. I partiti difendono le poltrone, delll’ingiustizia sociale ne parlano ma nessuno cambia radicalmente le cose, ci danno i contentini una tantum, pensionati che devono vivere con 700 €. al mese e anche meno ce ne sono tanti, gente che lavora da una vita e va in pensione con 1000 €. al mese. Non si può pensare di cambiare casa perchè gli affitti sono più cari delle pensioni e degli stipendi. Di comprarla neanche a pensarci. Questa è sopravvivenza, mentre al governo vogliono far tornare i conti sulla nostra pelle loro vivono agiatamente, agevolazioni ovunque. Dopo 41 di contributi la mia pensione arriverà nelle migliori delle ipotesi a 1100 €.. Questa è giustizia sociale? NO

    5. Il contributivo, almeno per il privato, c’è dal 1984.
      Gli autonomi hanno avuto diverse leggi.
      Il periodo d’oro: la “pensione subito” dove si calcolava la pensione sugli ultimi cinque anni a 60 per gli uomini e 55 per le donne con 15 anni di contributi e massimo quaranta.
      Chi riempiva con figurativi o riscatti o ricongiunzioni e altro poteva usufruire della “ricostituzione subito”, ma con riduzione della pensione per via di cifre convenzionali.
      Con il contributivo si ritorna gli anni 50/60 bui del precariato e della evasione contributiva.
      Nessuno vuole lavorare come dipendente perché il lavoro autonomo è facilmente eludibile.

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