Economia

Il ministro dell’Economia Franco: “Pnrr ridurrà divario tra Nord e Sud”

Il ministro dell’Economia Daniele Franco è intervenuto al Forum Ambrosetti “Verso Sud”, in programma a Sorrento. Dopo le parole di Mario Draghi sugli investimenti nel Mezzogiorno grazie ai fondi del Pnrr, l’esponente di governo ha tracciato il bilancio del primo trimestre economico italiano. Dal Pil sostanzialmente stazionario ai segnali incoraggianti per il futuro. Anche Franco ribadisce come sia cruciale ridurre il gap tra le aree del Paese, ora profondamente spaccato.

Franco al Forum Ambrosetti: “L’economia italiana è robusta”

Facendo riferimento ai dati Istat, il Pil italiano ha chiuso in calo dello 0,2% su base trimestrale rispetto all’ultimo periodo del 2021. Per il ministro Franco, tuttavia, non c’è motivo di preoccuparsi:

La nostra economia mostra al tempo stesso segnali di robustezza. Crescono gli occupati, resiste la produzione industriale e il nostro export continua a rimanere forte. È vero, continuiamo a vivere una fase di difficoltà e di grande incertezza, a causa dell’aumento smisurato dei prezzi dell’energia dovuti alla guerra in Ucraina. Ciò provoca inevitabilmente un rallentamento dell’attività economica e un aumento delle tariffe per il consumatore finale“.

I fondi del Pnrr da investire in maniera mirata

Successivamente, un’analisi sulle profonde differenze economiche tra Nord e Sud, con l’obiettivo di livellarle quanto prima:

Dagli anni ‘80 non si registrano sostanziali progressi, il divario è enorme. Serve imprimere una forte accelerazione all’economia del Mezzogiorno e riavviare la convergenza tra le due aree del Paese. Dai servizi pubblici, agli strumenti di formazione per i più giovani, perché non si verifichi una fuga di cervelli di massa“.

Il Pnrr rappresenta un’opportunità nuova e unica, ma da solo non basta. Non è sufficiente avere le risorse, bisogna saperle spendere realizzando progetti seri ed efficaci. La realizzazione del Piano richiede quindi uno sforzo organizzativo inedito, a cominciare dal coordinamento tra le istituzioni. Non vogliamo che il Pnrr si riduca a una parentesi di riformismo, serve una strategia complessiva duratura”.

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