Cultura

Da Pompei a Vitaleta, è questo l’Oro d’Italia

Conoscete la cappella della Madonna di Vitaleta? E i cipressi di San Quirico? Forse li avete visti in qualche cartolina o in spot televisivi perchè questi luoghi della Valdorcia fanno parte delle bellezze del Belpaese e sono l’Oro d’Italia che è anche il titolo dell’ultimo libro di Marco Frittella pubblicato da Rai Libri.
Nel 2010 i giornali di mezzo mondo scoprirono che Pompei, il sito archeologico più importante del mondo, versava in una condizione disastrosa. Successe perché, in una piovosa notte di novembre, era venuto giù un bel pezzo della preziosa Schola Armaturarum, peraltro chiusa al pubblico addirittura dal terremoto del 1980. Lo scandalo fu enorme anche perché era il più grave di una sequela di episodi negativi che riguardavano lo stato pietoso del nostro sterminato patrimonio storico-artistico.

Quando un crollo può essere visto come fatto positivo

“Benedetto fu quel crollo”, scrive oggi Marco Frittella perché da quel momento, da quello scandalo, scattò una reazione i cui frutti ormai siamo in grado di cogliere. Per questa ragione Frittella ripercorre la storia della rinascita di alcuni siti culturali italiani “passati dall’abbandono allo splendore”: Pompei ed Ercolano, naturalmente, e poi la Reggia di Caserta, il giardino della Colimbetra ad Agrigento, la Venaria Reale di Torino, la Pilotta di Parma.
E’ un racconto avvincente di come la buona volontà di alcuni e le nuove norme hanno consentito questo recupero che ha solo aspetti positivi: per i cittadini che riscoprono il “loro” patrimonio identitario, ma anche per l’economia, il turismo, l’occupazione. E accanto a Pompei, Venaria Reale, Reggia di Caserta ci sono luoghi, bellezze naturali e artistiche considerati minori ma che fanno dire che l’Italia è davvero il Belpaese. Da amare di più.

Stefano Bisi

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