Economia

Ultime notizie pensioni ultima ora, aggiornamenti da Fnp Cisl

Ultime notizie pensioni ultima ora. Procede molto a rilento il confronto tra sindacati e governo sulla riforma delle pensioni 2023. Ma entro la fine dell’anno bisogna trovare una soluzione per le pensioni anticipate, per scongiurare il ritorno alla legge Fornero.

Ultime notizie pensioni ultima ora

Secondo le ultime notizie, tra le proposte sul tavolo della discussione c’è la cosiddetta “pensione a due tempi“, sponsorizzata anche dal presidente dell’Inps Pasquale Tridico. In questo caso la pensione anticipata a 64 anni di età sarebbe strutturata con l’erogazione di una quota dell’assegno INPS relativa alla parte contributiva. E poi la quota retributiva solo al compimento, come sopra accennato, dei 67 anni di età. Tra le proposte, anche la modifica del meccanismo di adeguamento alla speranza di vita. I sindacati puntano su condizioni più favorevoli e strutturali per l’accesso alla pensione delle categorie più deboli, ad esempio gli usuranti che rientrano nell’Ape sociale, che potrebbe essere ampliata, diventando quasi strutturale. Le indiscrezioni portano davvero a una riforma con i “64 anni” anagrafici al centro.

Fnp Cisl

Sul dialogo con il governo riguardo alle pensioni, Patrizia Volponi, segretario Federazione Nazionale Pensionati Cisl, ha dato aggiornamenti dell’ultima ora ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” condotta dal direttore Gianluca Fabi su Radio Cusano Campus. “I sindacati hanno presentato una proposta di uscire dal lavoro da 62 anni in su oppure con 41 anni di contribuzione senza limiti di età -ha spiegato Volponi-. Ancora non abbiamo avuto risposte, ma siamo fiduciosi sul fatto che parte delle nostre proposte saranno accolte, noi speriamo tutte. Sul tavolo ci sono quindi richieste importanti e ben documentate, non è possibile stare sui ponteggi fino a 67 anni, i lavori non sono tutti uguali come dice la Fornero. L’ultimo incontro avuto con il governo è stato a febbraio, stiamo aspettando la risposta del governo, anche se stiamo vedendo una certa attenzione alle nostre richieste da parte dei Ministeri del Lavoro e delle Finanze”.

 

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