Cultura

Giovanni Motta chi è l’artista del futuro nel mondo degli NFT

Giovanni Motta, chi è l’artista del futuro nel mondo della Crypto art.

Giovanni Motta chi è

Nato a Verona il 15 luglio 1971, Giovanni Motta è un artista contemporaneo italiano. Dopo gli studi di ragioneria inizia nel mondo della comunicazione come creativo e pubblicitario collaborando, tra gli altri, con Emanuele Pirella a Milano. Il soggetto protagonista nelle sue opere è un bambino in stile cartone animato che l’artista chiama Jonny Boy: una rappresentazione del bambino interiore di ognuno di noi, che tendiamo a dimenticare e cancellare con il passare del tempo. Jonny ha sempre la stessa espressione in ogni opera, che racchiude tuttavia tre diversi stati d’animo. L’osservatore, a seconda del proprio stato d’animo, può rispecchiarsi in Jonny e sentirsi compreso.

La Crypto Art

Giovanni Motta è stato uno dei primi in Italia a dedicarsi all’arte cripto. Aveva lavorato con Programmi di modellazione 3D dal lontano 2000 e si avvicinò al mondo della stampa 3D nel 2009. Quindi, in realtà, la tecnologia e l’approccio digitale hanno sempre fatto parte di lui. Gli NFT e l’intero ecosistema circostante gli hanno semplicemente permesso di dare spazio e voce alla sua naturale inclinazione. “Il coinvolgimento con la crypto art è stato del tutto naturale, come quando ti innamori perdutamente e tutto sembra fluido, intenso, facile e bello” ha spiegato Motta.

NFT, cosa sono e come funzionano

Un NFT – non-fungible token (in italiano gettone non fungibile o non riproducibile) è un tipo speciale di gettone crittografico che rappresenta l’atto di proprietà e il certificato di autenticità scritto su catena di blocchi di un bene unico (digitale o fisico). Dunque questi gettoni, a differenza delle criptovalute, non sono reciprocamente intercambiabili.

NFT, a cosa servono

Gli NFT vengono utilizzati in diverse applicazioni specifiche che richiedono oggetti digitali unici, ad esempio arte crittografica, oggetti da collezione digitali, giochi online, audio, articoli, ecc… A cosa serve dunque? A tutelare i diritti dell’autore. Quando un’opera digitale è certificata con un NFT viene riconosciuta come originale. Fin dal suo esordo, nel 2014, si è notato come questo strumento fosse utile soprattutto in quei settori che avevano implicazioni col diritto d’autore in generale: arte, musica, software, ma anche meme, tweet e gif.

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