Politica

Caso Zaghi, nuovo round social tra Salvini e Calenda

Nuova discussione social della politica italiana, che vede coinvolti Matteo Salvini e Carlo Calenda. Al centro del dibattito la figura di Doha Zaghi, 31enne ex-candidata di Azione alle amministrative di Como e “dominatrice” conosciuta con il nome d’arte di “Lady Demonique.

Il leader della Lega si è sentito tirato in causa dopo che in rete ha iniziato a circolare un video di una performance della donna. In breve, nel filmato si vede la dominatrice tirare dei calci a un uomo che indossa sul volto la maschera di Salvini. Il Numero uno del Carroccio ha così replicato all’episodio:

Gira un video da dominatrice prendendo a calci nelle parti intime un poveretto con la maschera che mi raffigura e recita frasi blasfeme. Se queste sono le proposte di chi avrebbe voluto amministrare la splendida città di Como, Complimenti“.

L’ennesimo affondo da cui Carlo Calenda cerca di difendersi:

La signora è stata fatta ritirare come era doveroso avendo appreso i suoi trascorsi. Ma da uno che da Ministro non si presentava in ufficio e beveva moijto in mutande al Papeete, lezioni di etica e forma anche no. Controlla inetti, indagati e fascistoidi nelle tue liste piuttosto Matteo Salvini“.

La versione di Doha Zaghi e il duello Borghi-Calenda

Prima del tweet di Salvini L’ex ministro del Mise Carlo Calenda aveva immediatamente cercato di stigmatizzare l’accaduto. La conclusione aveva portato all’esclusione definitiva di Doha Zaghi dalla candidatura:

“Ragazzi, scherzi a parte, come ovvio non conoscevo i trascorsi della signora in questione. Se si trattasse di fatti privati non avrei nulla da obiettare. ma direi che non ci sono i presupposti perché sia una candidata di Azione. Domani me ne occuperò personalmente”.

Il parlamentare leghista Claudio Borghi aveva immediatamente colto la palla al balzo, irridendo su Twitter il leader di Azione:

Ah chissà se Calenda, che fa sempre tutto l’impettito contro l’evasione fiscale, ha chiesto alla sua candidata a Como quante tasse paga per queste prestazioni professionali. Quasi mi spiace di aver bloccato Calenda da tempo, gli avrei fatto le congratulazioni per la competenza della sua candidata mia avversaria alle comunali di Como“.

Nella raffica di accuse reciproche si è poi inserita la protagonista, suo malgrado, della vicenda. Doha Zaghi ha commentato così il putiferio mediatico nei suoi confronti:

Sono vittima di discriminazione, il solito approccio all’italiana fatto solo di pregiudizi. In America ci sono famose dominatrici con impegni importanti in politica. Sono molto delusa da un partito che si definisce europeista, riformista e liberale, ma che in realtà si è rivelato solo moralista. La mia candidatura era un segnale per capire realmente se abbiamo le palle di vivere senza pregiudizi e sessismo“.

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