Lavoro e Formazione

Inl, previste fino a 900 assunzioni entro il mese di giugno

L’Ispettorato nazionale del lavoro assumerà 691 nuovi ispettori per contrastare l’occupazione sommersa nel nostro Paese. Il tutto avverrà entro il mese di giugno, infatti, con la possibilità di espandere l’organico fino a 900 assunzioni. La decisione di potenziare l’infrastruttura matura dopo i dati relativi all’economia sommersa, di cui il lavoro irregolare costituisce circa un terzo di profitti. Per la precisione 76 miliardi di euro generati in “nero” sui 203 totali nel nostro Paese.

Lo stesso Inl descrive le modalità di selezione del personale in una nota pubblicata sul proprio sito:

Una volta completate le procedure concorsuali le unità di personale ispettivo attivamente impegnate in azioni di vigilanza passeranno dalle attuali 1.835 a 3.700. Si potrà arrivare fino a un massimo di 3.909 funzionari, in virtù dello scorrimento delle graduatorie“.

Nell’arco di pochi mesi – spiega il direttore Bruno Giordano – stiamo aggiungendo il 60% del personale all’organico già in servizio. Si tratta di una quantità di addetti al contrasto del lavoro irregolare che l’Ispettorato non ha mai avuto negli ultimi 40 anni“.

Inl chiede a Orlando maggiore diversificazione nei ruoli

Qualche giorno l’Ispettorato del Lavoro (Inl) aveva chiesto delucidazioni al ministro Andrea Orlando sulla necessità di una diversificazione delle competenze. In breve un ispettore formato oggi deve conoscere a menadito ogni singola regola di mansioni completamente diverse tra loro. Impossibile padroneggiarla correttamente garantendo ai cittadini una effettiva tutela.

Il ministro dem non si fa tuttavia prendere dalla preoccupazione, mantenendo fiducia sulla strada intrapresa. L’ispettore dovrà dunque maneggiare le quattro aree cardine in materia di sicurezza sul lavoro: quella previdenziale, quella assicurativa, quella lavoristica e infine quella relativa a sicurezza e salute sui luoghi di lavoro.

Orlando poi confermato il piano di assunzioni previsto nel 2022 (+65%), assicurando il  massimo coordinamento con le Regioni.

Abbiamo introdotto nei settori che registrano i numeri maggiori, come l’edilizia, alcuni strumento che daranno dei frutti, con dei parametri per permettere l’attività, così come per l’accesso al 110%”.

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