Diritto

Bocciato referendum eutanasia, per la Consulta il quesito è inammissibile

Bocciato referendum eutanasia dalla Corte Costituzionale. Lo ha annunciato l’ufficio comunicazione e stampa della Consulta. Alla base della decisione dei giudici, si legge in una nota, il fatto che “non sarebbe preservata la tutela minima costituzionalmente necessaria della vita umana”. La sentenza verrà depositata nei prossimi giorni. Quello sull’eutanasia è il primo degli otto quesiti referendari sui quali si dovrà pronunciare la Corte Costituzionale. I giudici togati della Consulta oltre all’eutanasia, dovranno esprimersi sull’ammissibilità di altri sette quesiti che vanno alla depenalizzazione della coltivazione della cannabis ai referendum sulla giustizia, promossi dalla Lega e dai Radicali e presentati da nove Consigli regionali. Se la Corte costituzionale, presieduta dal neo presidente Giuliano Amato, dichiarasse l’ammissibilità dei quesiti il voto si terrebbe tra aprile e maggio.

Bocciato referendum eutanasia, la nota della Consulta

“La Corte costituzionale si è riunita oggi in camera di consiglio per discutere sull’ammissibilità del referendum denominato ‘Abrogazione parziale dell’articolo 579 del Codice penale (omicidio del consenziente)’. In attesa del deposito della sentenza, l’Ufficio comunicazione e stampa fa sapere che la Corte ha ritenuto inammissibile il quesito referendario perché, a seguito dell’abrogazione, ancorché parziale, della norma sull’omicidio del consenziente, cui il quesito mira, non sarebbe preservata la tutela minima costituzionalmente necessaria della vita umana, in generale, e con particolare riferimento alle persone deboli e vulnerabili. La sentenza sarà depositata nei prossimi giorni”.

L’Associazione Luca Coscioni, tra i promotori del referendum sull’eutanasia: “Non ci fermeremo”

“Il cammino verso la legalizzazione dell’eutanasia non si ferma. Certamente, la cancellazione dello strumento referendario da parte della Corte costituzionale sul fine vita renderà il cammino più lungo e tortuoso, e per molte persone ciò significherà un carico aggiuntivo di sofferenza e violenza. Ma la strada è segnata”.

L’Associazione Luca Coscioni, tra i promotori del referendum sull’eutanasia che ha raccolto più di un milione di firme, afferma in una nota:

“Non lasceremo nulla di intentato, dalle disobbedienze civili ai ricorsi giudiziari, ‘dal corpo delle persone al cuore della politica’. Ci rivolgeremo anche alle forze politiche e parlamentari, in questi anni particolarmente assenti o impotenti, e prenderemo in considerazione la possibilità di candidarci direttamente a governare per realizzare le soluzioni che si affermano ormai in gran parte del mondo democratico”.

Il prossimo appuntamento è per l’11 e 12 marzo a Varsavia, per il Congresso del Movimento paneuropeo Eumans convocato insieme all’associazione Luca Coscioni “per aprire un fronte europeo di iniziative per la libertà di scelte di fine vita e per l’abrogazione delle norme proibizioniste a livello europeo”. Infine, si legge nella nota, “siamo grati a chi ha dato forza finora alla campagna ‘eutanasia legale’, inclusi quel milione e 240mila cittadini che hanno sottoscritto i referendum e i tanti che ci hanno sostenuto. A loro, e a tutti i cittadini diciamo che la lotta per essere ‘liberi fino alla fine’, iniziata con Piergiorgio Welby 15 anni fa, prosegue“.

Marco Cappato, Associazione Luca Coscioni

Bocciato referendum eutanasia dalla Corte Costituzionale:

“Questa per noi è una brutta notizia, è una brutta notizia per coloro che subiscono e dovranno subire ancora più a lungo. Una brutta notizia per la democrazia”.

Così Marco Cappato, dell’associazione Luca Coscioni:

“Sull’eutanasia proseguiremo con altri strumenti, abbiamo altri strumenti. Come con Piergiorgio Welby e Dj Fabio. Andremo avanti con disobbedienza civile, faremo ricorsi. Eutanasia legale contro eutanasia clandestina”.

Le reazioni politiche

Fratelli d’Italia

“Sacrosanta la decisione della Corte costituzionale di dichiarare inammissibile il referendum proposto dai radicali sull’omicidio del consenziente, anche se sano. Un quesito inaccettabile ed estremo che avrebbe scardinato il nostro ordinamento giuridico, da sempre orientato alla difesa della vita umana e alla tutela dei più fragili e deboli. Una sentenza di buon senso. C’è ancora spazio nel nostro ordinamento per difendere il valore della vita, come Fratelli d’Italia intende fare con il suo impegno”.

Lo dichiarato il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

Partito Democratico

Su Twitter, il segretario del Pd, Enrico Letta, ha spiegato:

“La bocciatura da parte della Corte Costituzionale del referendum sull’eutanasia legale deve ora spingere il Parlamento ad approvare la legge sul suicidio assistito, secondo le indicazioni della Corte stessa”. 

Movimento Cinque Stelle

“Non possiamo gettare al vento le firme e la partecipazione dei cittadini. È imperativo del Parlamento dare una risposta subito a tutela della dignità di tante persone e famiglie che soffrono. Il M5s c’è, abbiamo già un testo: basta attese”.

Lo ha scritto su twitter il leader del M5s Giuseppe Conte.

Lega

“Sono dispiaciuto, la bocciatura di un referendum non è mai una buona notizia”,

Così il leader della Lega, Matteo Salvini.

Leggi anche: Referendum eutanasia, il mancato intervento del Parlamento

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