Mortalità 25 volte più alta

La mortalità dovuta all’infezione da Covid-19 nei non vaccinati risulta essere circa 25 volte maggiore rispetto a quelli che hanno ricevuto la dose booster aggiuntiva, menntre il rischio di finire in terapia intensiva aumenta sino ad essere di 27 volte superiore. Il tasso di mortalità (ragionato per età), relativo alla fetta di popolazione di età superire ai 12 anni, nel periodo 10 dicembre 202 – 09 gennaio 2022, risulta essere circa di otto volte più alto per i non vaccinati (78,6 decessi per 100.000 abitanti) rispetto ai vaccinati con ciclo completo da meno di 120 giorni (9,5 decessi per 100.000 abitanti) e circa 25 volte più alto rispetto ai vaccinati con dose aggiuntiva o booster (3,2 decessi per 100.000 abitanti).

Booster protegge dalle forme gravi

La dose booster del vaccino anti Covid-19 protegge al 95% dalle forme gravi della malattia e al 67% dal contagio rispetto a quanto avviene per i soggetti che non sono vaccinati’. L’efficacia del vaccino, intesa come “riduzione percentuale del rischio nei vaccinati rispetto ai non vaccinati” nel prevenire la malattia severa, è inoltre del  90% nei vaccinati con ciclo completo (2 dosi) da meno di 90 giorni, del 91% in chi ha avuto le 2 dosi da 91 e 120 giorni, e dell’ 85% in chi ha avute da oltre 120 giorni.

Calano casi e incidenza Rt

Calano nel frattempo l’incidenza settimanale a livello nazione dei casi di Covi 19, l’Rt medio e l’occupazione nelle terapie intensive. Secondo il monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità, infatti, e del Ministero della salute, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,93 (range 0,9 – 0,98), in diminuzione rispetto alla settimana precedente e al di sotto della soglia epidemica. Lo stesso andamento si registra per l’indice che misura la trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero.  Si sottolinea però che diverse Regioni hanno segnalato problemi nell’inserimento dei dati del flusso individuale ed in particolare nella segnalazione della presenza di sintomi in tutti i casi diagnosticati.

Vaccini e bambini

Nel frattempo presto anche i bambini più piccoli, sotto i 5 anni di età, potranno usufruire del vaccino contro il virus SarsCoV2: uno scenario che potrebbe attuarsi già dalla prossima primavera. Ad indicare  la direzione temporale di questo ulteriore passo nella campagna vaccinale anti-Covid è il coordinatore del Comitato tecnico scientifico (Cts) Franco Locatelli, mentre sempre sul fronte vaccinale arriva una frenata da parte dell’Agenzia europea dei medicinali (Ema) rispetto all’opportunità di somministrazione un secondo booster, ovvero una quarta dose vaccinale.