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L’economia circolare arma contro le emissioni nocive

L’ampliamento dell’economia circolare, adottando 21 misure per il riciclo, riuso e la riparazione dei prodotti, porterebbe ad un taglio delle emissioni nocive climalteranti di quasi 23 miliardi di tonnellate all’anno. Questo ovviamente aiuterebbe a raggiungere l’obiettivo di mantenere il riscaldamento globale entro 1,5 gradi. A dirlo uno studio della ONG internazionale Circle Economy.

L’economia circolare arma contro le emissioni nocive

Circle Economy sostiene che gli impegni presi alla Cop26 di Glasgow per la decarbonizzazione non manterranno il riscaldamento globale sotto gli 1,5 gradi dai livelli pre-industriali rilasciando comunque 23 miliardi di tonnellate di emissioni nocive annue di gas serra in più, mentre gli interventi che farebbero davvero la differenza sono altri. Tra questi la ristrutturazione degli edifici, taglio di 2,15 Gt di emissioni, l’uso di cibi stagionali e locali, taglio di 2,07 Gt di emissioni, l’uso di metallo e plastiche riciclate e il riciclo di veicoli,  risparmio di 1,5 Gt di emissioni.

E a proposito di emissioni, il meccanismo attraverso cui la CO2 viene liberata in superficie è stato svelato da una ricerca condotta da Chiara Groppo e Franco Rolfo del dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Torino in collaborazione con Maria Luce Frezzotti dell’Università di Milano-Bicocca. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Communications Earth and Environment (del gruppo Nature).

Emissioni anche dalle montagne senza vulcani, scoperta la strada

Era già un fatto noto che anche le catene montuose prive di vulcani producano anidride carbonica in quantità rilevanti; la novità sta nella scoperta degli scienziati italiani. Grazie all’utilizzo di modelli termodinamici hanno dimostrato come a oltre 590 gradi e con una pressione superiore a 7.8 kbar i fluidi prodotti si separano in due componenti: un vapore ricco in CO2 e una salamoia idro-salina dalle proprietà chimico-fisiche diverse e quindi con una differente mobilità. Secondo i ricercatori i fluidi ricchi di C02 sono meno densi e sono quindi in grado di risalire rapidamente in superficie.

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