Esteri

Covid, nel Regno Unito non ci sono più restrizioni

Come un nuovo “freedom day”, in Regno Unito è stata annunciata la caduta di tutte le restrizioni contro il covid. La notizia giunge oggi per bocca del Primo Ministro inglese Boris Johnson, che ha confermato così il cronoprogramma della battaglia contro il coronavirus: già da settimane infatti la data del 26 gennaio era cerchiata in rosso sul calendario dei sudditi di Sua Maestà.

Bye bye Green Pass

Downing Street ha deciso infatti di cestinare anzitempo il Piano B, quello a base di poche restrizioni contro il Covid: addio quindi oltremanica a mini green pass vaccinale, la raccomandazione allo smart working e le mascherine (su mezzi pubblici e dentro i negozi). Londra e dintorni tornano quindi a una vita quasi pre-pandemica. Si vira quindi, con ogni probabilità, verso la via delle raccomandazioni sull’uso dei dispositivi di protezione individuale e non è escluso comunque il ricordo ai tamponi per accedere a specifici eventi. Durante il Question time nel parlamento di Westminster poi, Johnson ha ribadito come il governo “ha fatto le cose più importanti nel modo giusto”. Il merito della rimozione di qualsiasi restrizione, secondo il Premier, è dovuto al calo dei contagi e alla mastodontica campagna di richiami vaccinali. Senza però citare come, nemmeno un mese fa, in una settimana un inglese su 15 era risultato positivo al coronavirus (oltre 4 milioni di nuovi positivi in 7 giorni). I dati ufficiali del governo anglosassone aggiornati ad oggi, 19 gennaio, parlano di 108.069 nuovi casi, con un totale in una settimana di 652.469, in discesa di 386.031 casi rispetto alla settimana precedenti.

Via le restrizioni: scelta politica?

BoJo è nel pieno di una burrasca politica, a causa del partygate tenuto a Downing Street durante il lockdown dello scorso anno nel Regno Unito. Il Premier, dal canto suo, ha fatto ammenda, si è scusato anche con la Regina Elisabetta II, ma ha garantito che non ha alcuna intenzione di rassegnare le sue dimissioni e di traslocare via dal numero 10 di Downing Street. Quella dell’annuncio dell’azzeramento delle restrizioni quindi per molti è stata vista come una disperata manovra per cercare di ottenere nuovamente un briciolo di consenso. Tanto in Parlamento quanto fra la gente comune.

“In nome di Dio, dimettiti!”

Queste parole del parlamentare della Camera dei Comuni David Davis rappresenta in pieno la discussione al fulmicotone tenutasi nell’antico edificio di Westminster. Ma le voci critiche contro il platinato Premier sono diverse. E non solo dalle opposizioni: il parlamentare Tory Christian Wakeford ha addirittura attraversato l’aula del Parlamento. Oltre alla simbolica passeggiata, questo per l’esecutivo significa l’abbandono dell’appoggio di un parlamentare, che si è seduto fra gli scranni dei labouristi. Secondo alcune fonti di Londra, alcuni membri del partito conservatore nella notte stavano organizzando un moto carbonaro per rimuovere coattamente BoJo dal suo posto.

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