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Tampone rapido, non nelle parafarmacie

La maggioranza è stata battuta in commissione Affari costituzionali al Senato su un emendamento al decreto Covid, proposto dal M5S, che chiedeva di consentire anche alle parafarmacie di poter eseguire test antigenici rapidi per il Sars-Cov-2.

Tampone antigenico rapido: non nelle parafarmacie

L’emendamento presentato da Gianluca Castaldi, primo firmatario, aveva avuto il parere positivo del governo e del relatore del provvedimento, Nazario Pagano di Forza Italia. Contro la proposta di modifica, che ha avuto 13 voti contrari e 11 favorevoli, si è schierato tutto il centrodestra e anche Italia Viva.
“Possiamo farli a casa da soli, ma non possono farcelo in parafarmacia. Con buona pace di chi è costretto a file infinite”. Lo scrive su Facebook il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni.
Nel mese di dicembre e nella sola regione della Lombardia in poco meno di una settimana le farmacie hanno effettuato quasi un milione di tamponi Covid. Un presidio indispensabile per il monitoraggio e lo screening dei contagiati e di tutti coloro che hanno avuto intenzione di tutelare la propria cerchia di contatti.

Castaldi (M5s) contro Italia Viva e centrodestra

La battaglia del Movimento 5 Stelle intende proseguire. Italia Viva e centrodestra secondo Gianluca Castaldi hanno scelto di bocciare un emendamento al decreto sul green pass rafforzato senza valide motivazioni se non quella di difendere un ordine professionale. Un emendamento che, vista l’alta richiesta di test da parte dei cittadini, causata dall’aumento dei contagi, avrebbe permesso un passo avanti fondamentale. “È tempo di rispondere alla disponibilità delle parafarmacie e ampliare la possibilità dei cittadini di fare test antigenici rapidi – denuncia il primo firmatario, lo screening è una parte fondamentale della gestione della pandemia. Con questo emendamento, avremmo potuto renderlo più forte.

Il parere di Italia Viva e lo scontro con la Federazione Nazionale Parafarmacie Italiane

Anche Davide Giuseppe Gullotta, Presidente della Federazione Nazionale Parafarmacie Italiane sostiene che la bocciatura dell’emendamento  dimostra che anche in un periodo di crisi ed emergenza come quello che stiamo vivendo, il buon senso e la logica sono superati dall’arroganza di una lobby. Gullotta sostiene di essere sgomento di fronte alle dichiarazioni della Senatrice di Italia Viva, Annamaria Parente, che motiva il suo voto dicendo che le parafarmacie: ‘non fanno parte del servizio sanitario nazionale, se non pochissime, quindi non sono nelle piattaforme che gestiscono le tessere sanitarie’. Sarebbe quindi stato necessario, a suo avviso, ‘creare un piattaforma parallela su dati sensibili’ ma ‘somministrare tamponi anti Covid non è come dare un’aspirina al banco'”.

Attualmente la la situazione dei tamponi in molte zone del Paese ha superato la soglia di gestione ed è in continuo aumento, ma l’emendamento è stato bocciato, e i privati cittadini dovranno ancora ricorrere all’effettuazione dei test antigenici rapidi nelle farmacie e drive through a disposizione.

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