Politica

Morto David Sassoli, cosa succede ora in Europa

La morte di David Sassoli sconquassa la notte delle istituzioni europee. Il presidente del Parlamento europeo ci ha lasciato alle 01:15, come riportato dal suo portavoce Roberto Cuillo. La carriera di David Sassoli, prima come giornalista e poi come politico, si caratterizza per la voglia di sperimentare e l’intraprendenza tipica del giornalista e di chi deve svolgere il ruolo di faro di un’istituzione europea.

Intraprende la carriera come giornalista a Il Tempo, fino ad approdare all’agenzia di stampa Asca. Dal quotidiano all’agenzia, coltiva il mestiere del giornalista fino all’ingresso in politica, che coincide con le elezioni del Parlamento europeo del 2009. Dopo cinque anni, precisamente nel 2014, arriva la riconferma in Europa e la scalata verso la presidenza del Parlamento europeo: viene eletto vicepresidente del Parlamento europeo, nuovamente nel 2017 e nel 2019. Con il Partito Democratico in Europa viene eletto presidente del Parlamento europeo, il settimo italiano a ricoprire la carica. Ideali europei, spirito di comunità e riforma del regolamento di Dublino: così, con questi temi, cominciò il suo percorso come presidente dell’istituzione comunitaria.

Morto David Sassoli: cosa succede ora

Con la morte di David Sassoli si apre un vuoto per quanto riguarda la presidenza del Parlamento europeo. La stessa istituzione comunitaria, con l’inizio dell’anno nuovo, dovrà dunque trovare una nuova figura pronta a ricoprire il ruolo di garante di un ramo del legislativo europeo. Ora si dovrà cercare il 33° presidente, che resterà in carica per la seconda metà dell’attuale mandato fino alle prossime elezioni europee. Al termine di queste il nuovo Parlamento eleggerà il suo Presidente nel luglio 2024. La morte di Sassoli accelera i tempi di elezione, con la modalità di voto e di scelta che resta invariata. La morte di David Sassoli spinge l’istituzione comunitaria a trovare in poco tempo un nuovo presidente.

Come si elegge il presidente del Parlamento europeo

Fino al 1979, i presidenti del Parlamento europeo venivano eletti su base annua o biennale. L’asset cambia verso la fine degli anni ’80, quando cambia l’arco di governo del presidente, che diventa di due anni e mezzo. Nell’arco della legislatura ci sono due elezioni, la prima in luglio e una seconda di metà periodo (stile Midterm in Usa) che si tiene nel mese di gennaio due anni e mezzo dopo. Era prevista la tornata di gennaio 2022, ma ci si stava interrogando sulla presenza dei deputati a Bruxelles, con la possibilità di utilizzare due sale aggiuntive oltre all’emiciclo per garantire il distanziamento fisico. Stessi problemi per la presidenza della Repubblica nostrana, anche se ora in Parlamento europeo i problemi diventano altri.

Il presidente si elegge successivamente alle candidature presentate prima di ciascun turno di votazione, con il consenso degli interessati. I candidati sono proposti dai partiti ma possono essere nominati anche da un numero di deputati pari alla cosiddetta “soglia bassa”, ossia un ventesimo dei membri del Parlamento. Nel corso della prima seduta plenaria successiva all’elezione del nuovo Parlamento o in quella di metà legislatura, la procedura è presieduta dal Presidente uscente o da uno dei vicepresidenti in ordine di precedenza o, in loro assenza, dal deputato che ha esercitato il mandato per il periodo più lungo.

La modalità di elezione

In caso di morte del presidente in carica è disposta la convocazione del Parlamento per gestire il passaggio da una fase di stallo verso l’elezione del nuovo presidente. In questo caso il Parlamento non può dedicarsi a nessun’altra attività finché l’elezione del nuovo presidente non sia conclusa. La votazione si svolge a scrutinio segreto. Il presidente si sceglie a seguito di una votazione diversa. In questo caso si privilegia la maggioranza assoluta dei voti espressi, cioè il 50 % +1, che può essere inferiore alla maggioranza assoluta di tutti i deputati. Le votazioni non possono superare il termine dei quattro turni.

Se dopo il terzo turno di votazione non si raggiunge la maggioranza assoluta, al quarto turno di votazione sono ammessi i due candidati che hanno ottenuto il più alto numero di voti al terzo turno di votazione. In questo si elegge il candidato che, tra i due, ha ottenuto il maggior numero di voti. In caso di parità al quarto turno di votazione si elegge il candidato più anziano.

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