Spettacolo

Toni Santagata ha cantato la Puglia nel mondo

Toni Santagata lascia la vita terrena e una significativa eredità musicale: La zita, Li Strascenete, Quant’è bello lu primm’ammore. Quest’ultima, interpretata da vari altri artisti, venne pubblicata in 45 giri nel 1964, fece scalpore e fu censurata dalla RAI, per reiterato riferimento al tema delle corna, in contrasto coi valori che la televisione di Stato dell’epoca voleva divulgare. “A lu balcone mio ce sta′ le rose/ A la fenestra tua li corn’ appese/ Quant′è bello lu primmo ammore/ Lu secondo è cchiù bello ancor/ E si’ le corna tue fossero bandiere/ Sarebbe tutti i giorni festa nazionale/ Quant’è bello lu primmo ammore/ Lu secondo è cchiù bello ancor.” Il brano è il più famoso della carriera dell’artista: per il contenuto, per la censura e per avergli permesso di vincere Canzonissima, nel 1975.

Toni Santagata e Li Strascenete cu li cime de repe

Toni Santagata, fedele a se stesso per la vita – dentro e fuori – ha portato la tradizione pugliese nel mondo e lo ha fatto quando la Puglia non era ancora un brand. Li Strascenete, oggi famosi in tutte le cucine del mondo accompagnati con le cime di rapa, termine utilizzato nello sleng popolare, erano già il simbolo di un territorio che oggi si promuove da solo attraverso le proprie tipicità enogastronomiche. La pugliesità è fatta di tradizioni affettive, La zita ad esempio è la ragazza, la fidanzata, e nel testo parla d’amore di cibo. E’ la mamma di tutte le tarante e le pizziche pugliesi: “Che si mangiava la zita/ Che si mangiava la zita/ Che si mangiava la zita la prima sera/ Che si mangiava la zita la prima sera/ Nu panare de pere galante Nu panare de pere galante/ Nu panare de pere galante sempre la zita alla tavola nnanze.” La sposa, dunque, è chiusa in stanza con lo sposo, ai due portavano da mangiare e alla sedicesima sera i due consumarono un menù completo, fino a portare la sposa ad ingrassare. Ecco la pugliesità cantata con leggerezza ha suscitato e suscita ancora simpatia tra i fans italiani e internazionali.

Toni Santagata e il successo

All’anagrafe Antonio Morese, avrebbe compiuto gli anni il 9 dicembre. E’ nato musicista e cantante, all’età di dieci anni suonava già, era avvezzo alla creatività e nel tempo non ha mai smesso di alimentarla. Santagata è stato uno dei primi cabarettisti in Italia. E’ stato molto amico di Aldo Moro. Insegnante per un breve periodo della sua vita. Roma è stata la città dove ha esordito come cabarettista, subito dopo è arrivato il successo. Oltre che cantautore e showman, Santagata ha lavorato come conduttore radiofonico e televisivo. Gli anni ’70 e ’80 sono stati quelli della notorietà: nel 1973 vince Sanremo, col premio miglior testo, con la canzone Via Garibaldi, e nel 1975 vince Canzonissima. Successivamente si esibisce anche al Madison Square Garden di New York.

L’ultima volta in tv un mese fa

Toni Santagata lascia la moglie Giovanna, all’età di 85 anni. L’ultima apparizione televisiva risale ad un mese fa, grazie all’ospitata nel programma “Oggi è un altro giorno”, dove ha raccontato il dolore per la perdita del figlio Francesco Saverio, all’età di 50 anni. “Mio figlio è stato un uomo straordinario, distribuiva idee a tutti”, queste le parole del cantante alla conduttrice RAI Serena Bortone.

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