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Far Cry 6, la recensione e le novità del Black Friday

Far Cry 6, l’avventura di Ubisoft ambientata nella fantastica isola caraibica di Yara (e che per molti versi ricorda Cuba) è uno dei giochi del momento. Molto ha contribuito sicuramente la presenza dell’attore Giancarlo Esposito nei panni del temibile dittatore Antón Castillo, ma non è l’unica nota positiva di questo videogame.

 

Far Cry 6, la recensione

L’avventura non tradisce le sue origini, e diventa una vera e propria riedizione dell’impostazione dei capitoli precedenti: visuale in prima persona, eventi assolutamente incredibili, eroi che diventano dal nulla centrali nella storia, alleati a dir poco sorprendenti e nemici spietati e affascinanti, grazie al loro carisma.

Con qualche novità: innanzi tutto avremo la possibilità di vedere il nostro personaggio e sentirlo parlare, interagendo in maniera più attiva e vivace rispetto ai capitoli precedenti, dove il protagonista era mero spettatore dei monologhi di turno.

La scelta del personaggio poi è una sorpresa. Potremo scegliere se essere l’eroina o l’eroe del gioco scegliendo per un protagonista femminile o maschile (nella trama la scelta non comporterà modifiche, così come il nome del personaggio, Dani Rojas).

L’obiettivo iniziale del gioco è cercare di alleare i vari gruppi della resistenza contro la dittatura della famiglia Castillo a unire le forze per combattere, regione per regione, le forze nemiche.

Menzione particolare per gli Amigos: in Far Cry 6 i compagni del gioco, animali che possono accompagnarti nelle varie missioni, sono unici. Un coccodrillo, un cane e, fra gli altri, il ruspante gallo Chicharron. Menzione speciale per lui e il suo look punk.

La campagna infine è corposa (non enorme, ma si completa in circa 25 ore di gioco).

I punti deboli

Non esiste innanzi tutto un doppiaggio in italiano. La versione “migliore” del gioco è scegliere come lingua l’inglese maccheronico dei vari protagonisti ispanici. Anche sul lato della trama, forse ci si aspettava un qualcosa in più: Far Cry 6 gioca “facile”, puntando su un sistema di campagna, inquadrature, situazioni e trama di gioco anche già troppo nota. Forse nel capitolo 6 si sperava nella svolta.

Anche i combattimenti, che nei precedenti capitoli finivano in turbinii di fiamme, sparachiodi, esplosioni e armi improvvisate, adesso adattano una strategia più prudente: si prediligono i colpi alla testa, le incursioni silenziose e forse sembra tutto un po’ troppo sparatutto rispetto all’avventura che da sempre è Far Cry. Quando l’azione si fa feroce invece alcune limitazioni (per alcuni troppe) delle armi rischia di farci fallire la missione, morendo, troppo in fretta. Lascia perplessi la possibilità di equipaggiare tutte le armi sbloccate nel corso del gioco in qualsiasi momento: se ad esempio imbraccio un fucile e mi si presenta davanti un carrarmato, aprendo il menù posso sostituire la mia arma con un lanciarazzi…

Infine, il dittatore Antón Castillo: ogni volta che appare fa paura ma alla lunga non lascia il segno. Al contrario di altri storici nemici della serie di Far Cry.

Il Black Friday

In vista del black friday è stato pubblicato un vero e proprio documentario. Si chiama “Revolución: A Far Cry Story” e racconta le storie personali di chi ha creato Far Cry 6 e racconta i dietro le quinte di sviluppatori e attori, tra cui Giancarlo Esposito, nei panni dello spietato dittatore Antón Castillo.

E fino al 1° dicembre chi volesse intraprendere l’avventura sull’isola di Yara potrà avere un 20% di sconto sul prezzo del videogame.

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