Cultura

Il serpente dell’Essex, un libro capace di omaggiare i grandi classici

Ci sono opere letterarie moderne capaci di evocare le grandi atmosfere dei romanzi di appendice omaggiando con maestria i grandi classici della letteratura. “Il serpente dell’Essex” (edito in Italia da Neri Pozza) è uno di questi, opera a firma di Sarah Perry giovane e talentuosa autrice inglese. Il libro è diventato fin da subito un successo editoriale di una portata tale che la Apple Tv sta già realizzando una serie con Tom Hiddleston come protagonista.

Il serpente dell’Essex, la trama

Il serpente dell'EssexCome riportato sul sito di Neri Pozza siamo nella Londra di fine Ottocento. Dopo il funerale del marito, accompagnata dal figlio undicenne Francis, un bambino taciturno e stravagante, e dalla fidata bambinaia Martha, Cora Seaborne cerca rifugio a Colchester, nell’Essex, dove stanno portando alla luce dei fossili lungo la costa. Da sempre appassionata naturalista, la giovane donna vuole approfittare della ritrovata libertà per dedicarsi a quelli che lei chiama «i suoi studi»: frugare tra le rocce e il fango alla ricerca delle ossa fossilizzate di animali vissuti migliaia di anni fa, sull’esempio della paleontologa Mary Anning. A Colchester Cora si imbatte in alcune bizzarre voci secondo cui un serpente mostruoso è emerso dalle paludi salmastre del Blackwater ed è risalito fino ai boschi di betulle e ai parchi dei villaggi. Cora sospetta di trovarsi davanti a un caso di probabile interesse per il British Museum: l’animale leggendario che terrorizza la gente del posto potrebbe essere una specie nuova non ancora scoperta che va esaminata, catalogata e spiegata. Impaziente di indagare è anche il vicario locale, William Ransome, convinto, al contrario, che non si tratti altro che di un’empia superstizione e che sia suo compito ricondurre il paese alla tranquillità e alla certezza della fede in Dio… Attraverso un’attenta esplorazione del cuore umano e dei suoi misteri Il serpente dell’Essex è «un lavoro di grande intelligenza e fascino, da un’autrice di indubbio talento» (Sarah Waters).

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