Politica

Renzi alla Leopolda: “Al voto né con il centrodestra, né con Pd-M5s”

Matteo Renzi, leader di Italia Viva, traccia un bilancio politico al termine della Leopolda. Parliamo del convegno politico ideato e lanciato dallo stesso a partire dal 2010 che si svolge ogni anno in autunno a Firenze. Si svolge presso l’ex stazione Leopolda.

Tanti i temi tracciati dal protagonista della caduta del governo Conte Bis. Sugli scudi per il futuro del partito, le scelte politiche e le prossime elezioni: “Ho l’impressione che i principali leader delle forze politiche italiane, i leader di M5s, Pd, Lega e FdI, abbiano l’interesse ad andare a votare: interesse che è politico, e in alcuni casi personale, perché qualcuno vuole portare in parlamento prima possibile il suo gruppo di riferimento, è un dato di fatto oggettivo”.

Dalla Leopolda Renzi attacca Salvini e Meloni

Sul palco della Leopolda si alternano tanti protagonisti della politica renziana, ma è sempre Renzi che ruba la scena. In particolare sceglie di attaccare Matteo Salvini, leader della Lega, e Giorgia Meloni, principale esponente di Fratelli d’Italia. “Se Salvini e la Meloni faranno l’asse di destra e il Pd rinnegando le battaglie che abbiamo fatto insieme sceglie di allearsi con Il M5s è naturale che alle elezioni di giugno dovremmo occupare quello spazio politico della Leopolda, noi siamo quelli che sono sempre rimasti là“. Poi lo stesso Renzi traccia un quadro per il centro, analizzandone la portata anche a livello extranazionale. Il centro è “uno spazio politico di vittoria o di sconfitta che in questo momento segna i governi in Germania, Francia, Usa, che può essere e probabilmente sarà decisivo alle elezioni, specie se ci saranno nel 2022” dice leader di Italia Viva.

Per chiudere il discorso Renzi ha citato le parole di Aldo Moro. “La nostra flessibilità ha salvato fino a qui più che il nostro potere la democrazia italiana”, diceva. “La nostra flessibilità nel 2019 prima e nel 2021 poi forse non ha salvato la democrazia italiana, ma salvato la stabilità economica europea mandando a casa prima Salvini e poi Conte”.

 

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