Politica

Assegno unico familiare, De Palo: “Bene, ma per la natalità serve altro”

Assegno unico familiare, arriva l’ok dal Consiglio dei Ministri. Dal 1 gennaio 2022 sarà possibile presentare domanda, anche se le prime erogazioni sono previste da marzo. L’assegno sarà calcolato sull’Isee e può valere da 50 a 175 euro al mese. Secondo le stime, le famiglie potenzialmente beneficiarie dell’assegno unico sono più di 7 milioni. Gigi De Palo, presidente del Forum delle associazioni familiari, è intervenuto sul tema ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

Assegno unico familiare

“L’assegno unico non ha niente a che fare con la natalità, in alcuni casi potrà anche essere un sostegno alla natalità ma non è quello l’obiettivo –ha affermato De Palo-. Per far ripartire la natalità serve anche una riforma fiscale che sia attenta alle famiglie, un Pnrr che metta i giovani nelle condizioni di trovare un lavoro e una casa. L’assegno unico nasce per un grande ritardo che l’Italia aveva nei confronti degli altri Paesi, adesso c’è una legge votata all’unanimità da tutto il governo. Il primo anno ci sarà sicuramente qualcosa da rivedere, però possiamo dire che finalmente c’è un impianto serio, un’attenzione molto chiara alle famiglie e una valorizzazione del figlio. Avendo messo l’isee molte famiglie sceglieranno di non farlo e automaticamente rinunceranno all’assegno e prenderanno solo la parte fissa che sono 50 euro, quegli avanzi potrebbero essere utilizzati per migliorare le criticità di questa misura”.

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