Politica

JFK: l’omicidio e i lati oscuri di Dallas

Venerdì 22 novembre 1963

John Fitzgerald Kennedy, 35° presidente degli Stati Uniti, è a Dallas, in Texas con in mente tre obiettivi principali. La ricerca di capitali per la campagna presidenziale, di consensi per ricandidarsi alle elezioni del novembre 1964 e per trovare una riappacificazione politica tra i leader del Partito Democratico texano che sembravano in lotta tra loro.

Alle ore 11:40, Kennedy, sua moglie Jacqueline e il seguito presidenziale atterrano all’aeroporto Love Field di Dallas, con l’Air Force One. Secondo la tabella di marcia il corteo da Love Field sarebbe dovuto arrivare al centro di Dallas, per finire al Trade Mart, dov’era programmato il discorso del presidente e il banchetto con autorità religiose, leader politici e civili.

JKF e Jacqueline siedono nella parte posteriore di una limousine Lincoln, mentre i sedili centrali sono occupati John Cònnally, governatore del Texas, e sua moglie. L’auto, guidata dall’agente Bill Greer, arrivando in prossimità della curva tra la Houston Street e la Elm Street inizia a rallentare.

Tre colpi secondo la ricostruzione ufficiale

L’urlo di Jackie. Il presidente è ferito alla testa in modo grave. La limousine si dirige immediatamente verso il Parkland Memorial Hospital. I medici fanno di tutto per salvargli la vita, ma le sue condizioni di Kennedy sono disperate. Il suo cuore smette di battere. Ore 13.00: Il presidente degli Stati Uniti John F. Kennedy, il più brillante esponente di una famiglia unica nella scena politica americana, un presidente eletto a 43 anni, un politico di nuovo in tempi che aspettavano rinnovamento, viene dichiarato morto.

Le indagini sull’omicidio di JFK

Entrato in carica da vice a presidente, Johnson affida subito il lavoro investigativo al presidente della Corte Suprema Earl Warren.

Nel settembre del ’64, dopo aver passato al setaccio oltre 25.000 interviste, 2.300 rapporti e 553 interrogatori, la commissione Warren presenta il suo rapporto finale. Il filo-castrista, frustrato, violento, psicolabile e mentalmente disturbato Lee Harvey Oswald ha ucciso il Presidente. Da solo. Per il semplice desiderio di notorietà. Quel gesto “rivoluzionario”, compiuto dal deposito dei libri scolastici di Dallas, nelle sue intenzioni lo avrebbe reso famoso.

A 58 anni da quell’evento scioccante e fondamentale nella storia degli Stati Uniti per l’impatto che ebbe sulla nazione e sulla politica del paese, c’è una domanda fondamentale che continua ad alimentare la narrazione sull’omicidio di JFK: chi armò Lee Harvey Oswald?

Questa sera alle 21.00 Fabio Camillacci approfondirà la storia e l’omicidio di JFK per fare luce sui lati oscuri di quel giorno a Dallas nel 1963. Immagini storiche ed esclusive per la nuova puntata di “Crimini e criminologia” su Cusano Italia TV.

Canale 264 del digitale terrestre e in streaming.

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