Politica

Manovra, Fassina: “Difenderemo il reddito di cittadinanza in Parlamento”

La Manovra arriva in Parlamento e il segretario del Pd Enrico Letta chiede un patto di tutti i leader con il premier Draghi per metterla al sicuro. Subito dopo si potrà cominciare a parlare dell’elezione del nuovo capo dello Stato. Stefano Fassina, deputato di Leu, componente della Commissione Bilancio della Camera, è intervenuto sul tema ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

Manovra

“Siamo molto in ritardo –ha affermato Fassina-. La manovra deve essere approvata da Camera e Senato entro la fine dell’anno e dato che la maggioranza è molto eterogenea opportunamente Enrico Letta ha proposto un patto tra i partiti, in modo da gestire il passaggio complicato. E’ utile che i leader dei gruppi politici si siedano intorno a un tavolo e definiscano sulle grandi questioni la linea de seguire altrimenti il passaggio si complica. Quindi ci vedo un atto di buon senso in questo”.

Offensiva contro il reddito di cittadinanza

“La destra e i suoi derivati hanno scelto ha il reddito di cittadinanza come argomento per fare propaganda politica, lo difenderemo in Parlamento. Alla fine il PD tiene su questo punto, anche perché bisogna davvero essere faziosi e contro le persone più in difficoltà per non riconoscere che il rdc, che certamente va migliorato, ha avuto il merito di evitare a milioni di persone una situazione ancora più difficile di quella che hanno avuto. C’è la corsa a fare sponda a Confindustria che vede il rdc come fumo negli occhi, perché è un argine, seppur temporaneo, all’impoverimento del lavoro, c’è un pezzo di mondo confindustriale che vuole continuare a sfruttare il lavoro. Il rdc è anche un salario di riserva. E’ ovvio che se vuoi continuare a pagare 3 euro l’ora i lavoratori il rdc non ti va bene. Questo spiega l’accanimento di Confindustria e delle figure politiche che gli vanno dietro”.

L’agenda di Draghi

“Draghi ha un’agenda che è in linea con l’agenda europea ed è un’agenda liberista. I provvedimenti sono molto chiari, dopodichè siccome sia le leadership europee sia Draghi sono persone intelligenti, adattano l’agenda alle necessità di questa fase. A causa del covid è stato necessario un massiccio intervento pubblico per salvare l’economia e hanno fatto seguito a questa necessità di intervento pubblico. Addirittura Draghi ha parlato di debito buono. C’è una linea che è adattata in modo flessibile, ma l’impianto di politica economica è quello liberista. C’è questa offensiva in nome della concorrenza che viene sempre scaricata sulle spalle dei lavoratori, noi proveremo a contrastarla. C’è anche la consapevolezza che misure di contrasto alla povertà come il rdc sono utili, anche Draghi lo riconosce. Però l’agenda è molto chiara”.

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