Attualità

Galeazzi, l’umanità al servizio del racconto sportivo

Galeazzi e il suo racconto sportivo

Giampiero Galeazzi metteva una profonda umanità nel suo racconto sportivo. Lo sguardo, il sorriso e un tono di voce unico, roboante, che risuonava negli spogliatoi delle squadre di calcio. Si perché a quei tempi si entrava negli spogliatoi prima e dopo la partita. Galeazzi era riconosciuto da tutti come il narratore di quei momenti che i tifosi non avrebbero potuto vedere senza i suoi servizi. Maradona che prima di salire le scale dello Stadio San Paolo, gli rilascia le sue dichiarazioni.

Il canottaggio e il padre

Un omone grande e grosso, la voce del calcio e del tennis, ma soprattutto l’urlo vincente del canottaggio. Uno sport che non solo amava, ma in cui si radicava la sua vita, attraverso ricordi come questo: “Mio padre è stato campione di canottaggio. Vinse gli europei nel 1932, nel due senza. Poi continuò facendo l’allenatore alla Tevere Remo e poi alla Canottieri Roma. Per cercare di curare un braccio che mi era rimasto bloccato dopo un incidente mi fece fare canoa. E così divenni un fiumarolo. Stavo sempre in riva al Tevere. Ho imparato anche a nuotare, nel Tevere.”

Fratelli Abbagnale

Tutta la sua vita quindi in quella telecronaca appassionata quando i fratelli Abbaggnale trionfarono alle olimpiadi di Seoul. Le corde vocali spingevano come i muscoli dei due atleti italiani verso la vittoria. Oggi le telecronache sono più autoreferenziali, che al servizio della passione sportiva, oggi pensare di entrare in uno spogliatoio o avvicinarsi a una panchina come faceva lui, sornione e veloce nel cogliere l’attimo della gioia impaurita di Liedholm a Genova sollevato dai tifosi in aria per lo scudetto vinto.

Secchiate d’acqua

Le secchiate d’acqua prese  durante i festeggiamenti delle squadre, lui che in giacca, bagnato dalla testa ai piedi, proseguiva come se niente fosse la sua intervista. Qualche gaffe certo, non manca mai nella vita professionale di ognuno di noi, come quella a commento di una partita di tennis dove disse che “il tie break è come la roulotte”.

Il tie break

Caro Galeazzi, è vero, il tie break è una roulotte, mentre la vita è una roulette e tu lo sapevi bene, concedendo ancora il tuo volto e il tuo vocione in tv, fino a quando le forze te lo hanno consentito, con l’ultimo colpo di remi per varcare il traguardo.

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