Attualità

Il Monsignore e il grande inganno

Monsignor Viganò; da Vatileaks alle accuse al Papa

La storia di Carlo Maria Viganò, Arcivescovo della chiesa cattolica, è caratterizzata da alcuni passaggi che hanno segnato momenti importanti e soprattutto di grande tensione all’interno del Vaticano.

La teoria del “Grande Reset” che sta caratterizzando l’ennesimo dibattito sul Covid in queste ultime ore, è solo l’ultimo tassello posto dall’Arcivescovo varesino, che fu al centro del caso “Vatileaks” e protagonista  delle accuse rivolte a Papa Francesco, di aver coperto alcuni casi di abuso sessuale da parte di alti esponenti del clero.

Il grande reset

Ora Monsignor Viganò, è noto al pubblico in rete, per i suoi video di 30 minuti circa, che espongono le sua teorie sulla pandemia. In un’intervista alla rivista The Remnant, Viganò afferma che la pandemia di COVID-19 è stata causata da Dio per punire peccati individuali e sociali. «Un piano globale, denominato Great Reset, è in via di realizzazione. Ne è artefice un’élite che vuole sottomettere l’umanità intera, imponendo misure coercitive con cui limitare drasticamente le libertà delle persone e dei popoli.” Questo uno dei passaggi pronunciati dal Monsignore, che sintetizza meglio l’impianto teorico dei suoi video.

Ruoli importanti nella santa sede

Viganò, ha avuto dei ruoli importanti con una carriera episcopale degna di nota: Osservatore permanente della Santa Sede presso il Consiglio d’Europa, delegato alle rappresentanze pontificie, Segretario del Governatorato della Città del vaticano, Nunzio apostolico negli Usa.

L’inganno Covid

Ora il Monsignore è in pensione  ci racconta su youtube che “ci siamo svegliati un po’ tardi, ma stiamo cominciando a capire che ci hanno ingannato per quasi due anni, raccontandoci cose che con corrispondevano alla realtà, ossia che non c’erano cure, che si moriva di Covid mentre uccidevano deliberatamente i contagiati per farci accettare mascherine, lockdown e coprifuoco“.

Pandemia e caos

La pandemia, non è solo un’emergenza sanitaria, la pandemia ha generato una drammatica contrapposizione di idee, tesi, illazioni e teorie, che hanno la legittimità di esistere, ma che, questo è il mio timore, possano dar vita au relativismo culturale veramente pandemico, dove potrà essere messo in discussione tutto. Una strada che non porterà a una evoluzione culturale e sociale, a una liberazione dai dogmi, ma dentro a un ciclone chiamato caos civile, politico e culturale.

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