Cultura

La Trap: ascoltarla per scendere negli abissi dei giovani

Musica trap, la nausea dei giovani

Ho visto Lovely Boy. Ho visto un film potente e ascoltato la musica Trap, che della pellicola è protagonista. La disprezzavo senza conoscerla. Ora ho capito che sbagliavo. Il senso di disagio che provavo dalle prime note, era lo stesso espresso dai testi di queste canzoni. La nausea di Sartre, si riaffaccia prepotentemente in queste canzoni. Solo che in questo caso manca l’eleganza del tratto filosofico francese, ma con parole che cadono come grandine, esprimono il disgusto verso una vita da vivere solo al presente, senza futuro, in una parabola nichilista che mi emoziona e commuove allo stesso tempo. Questi ragazzi ci dicono che stanno camminando sulle macerie delle nostre guerre, come soldati feriti a cui si dava morfina durante i combattimenti, loro usano la droga, raccontano di blister di xanax, di droga e stagnola. Il senso dionisiaco delle rime è una fuga da un dolore che nasce dall’incomprensione di ciò che vedono e di quello che non riescono a comunicare.

Adulti prigionieri

Come la politica, ormai lontana dalla percezione sentimentale dei disagi della società, così noi adulti, prigionieri delle nostre convinzioni e fatiche quotidiane, non siamo più capaci di capire la generazione che ci sta un metro più in basso. Pensare che un video gioco e uno smartphone possa convincerli della nostra attenzione è solo un illusione. Pensare che un “come stai?” possa bastare a coprire tutta la giornata, perché poi dobbiamo impegnarci tutto il tempo a ricercare qualcuno che ci confermi che esistiamo con un like o una faccina su whatsapp è una miserabile illusione.

La ricerca dell’amore

La Trap racconta una generazione che non ci chiede più nulla, che chiede solo di essere lasciata in pace, che spera di rimanere nel bozzolo piuttosto che diventare un farfalla dalle ali nere e rovinate, che vedono volare ogni giorno tra supermercati e urla al telefono. Parole scurrili contrassegnano i loro versi, ma attenzione a pulirci la coscienza con l’educazione, perché si capisce anche che c’é più odio nel mondo degli adulti che nel loro. Sono giovani e come tali hanno una ricerca ossessiva dell’amore, che nel loro percorso é riuscire a ottenere comprensione. La cercano la comprensione di ciò che provano, ma chiaramente la rifiutano anche, come del resto abbiamo fatto tutti alla loro età.

Gli abissi di una generazione

Con la Trap si scende negli abissi di una vita spaventata dall’orrore di un declino culturale, si può quindi spegnere la musica o continuare ad ascoltare, si può entrare nella stanza dei nostri figli o sperare che non escano perché abbiamo da fare.

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