Lavoro e Formazione

Lo smart working contro l’inquinamento

Il Governo vuole combattere l’inquinamento ma disincentiva lo smart working

 

Lo smart working potrebbe aiutare l’ambiente? Si è detto molto spesso che in Italia occorre passare dalle parole ai fatti. Durante l’ultimo G20 il premier Mario Draghi è stato chiaro: bisogna cambiare passo e fare qualcosa per l’ambiente.

Ad oggi però poco è stato fatto. Certo, c’è bisogno di tempo ma le prime avvisaglie non sono delle migliori. Nessuno sta pretendendo che immediatamente l’Italia cambi rotta però, almeno, potrebbe dare dei segnali positivi.

 

Smart working risorsa durante la pandemia

Prendiamo ad esempio lo smart working. Durante la pandemia tutti hanno riscontrato una sola cosa positiva. Con le persone chiuse in casa la qualità dell’aria migliorò sensibilmente, i mari erano più puliti e l’ambiente stava certamente beneficiando del lockdown. Una prova empirica di quanto l’uomo impatti sulla natura. Bastarono pochi giorni addirittura per avere i primi risultati.

Quindi, visto quanto accaduto poco più di un anno fa il Governo cosa decide di fare? Mettere più automobili sulle strade.

 

Fine dello smart working per la PA

Dal 15 ottobre, infatti, 700mila dipendente circa sono rientrati in ufficio dopo aver lavorato per mesi in smart working. Tante le motivazioni messe sul piatto per giustificare questa scelta, dalla ricerca di una migliore efficienza alla necessità di far ripartire mense e bar. Un Governo però veramente sensibile all’ambiente avrebbe invece potenziato il lavoro da remoto. 700mila persone che tornano in ufficio sono potenzialmente 700mila automobili in più sulle strade.

Basti ricordare che a marzo 2020, nel pieno dell’emergenza sanitaria, era in smart working il 56% dei lavoratori pubblici, per un totale di 1,8 milioni di persone. A maggio 2021 erano invece 1,2 milioni i lavoratori pubblici da remoto.

Il potenziale insomma per impattare sull’ambiente è enorme. Meno persone prendono la macchina e più diminuisce il traffico. I mezzi pubblici si svuotano e le persone sono maggiormente invogliate a prenderli. Insomma, il Governo potrebbe dare un piccolo, grande contributo all’ambiente incentivando il lavoro agile da remoto dimostrando, in questo modo, di voler veramente fare la sua parte per rispettare la natura.

 

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