Diritto

Didattica a distanza, le criticità del nuovo decreto

“C’è una tegola in arrivo sulle università telematiche, che, stando ad una iniziativa del governo, saranno costrette probabilmente a triplicare il numero dei docenti assunti”, lo riporta Pietro De Leo, sulle pagine del quotidiano “Il Tempo” nelle pagine di oggi 27 novembre.
La questione coinvolge il decreto ministeriale 1154, emanato dal dicastero dell’Eur, guidato dal ministro tecnico Maria Cristina Messa.

Avv. Fabio Santella: “Auspichiamo soluzioni condivise sulla didattica a distanza”

L’avvocato Fabio Santella, Vice Direttore Generale Amministrativo dell’Università Niccolò Cusano, commenta il DM 1154 del 14.10.2021 che pone i nuovi criteri per l’autovalutazione,  la valutazione, l’accreditamento iniziale e periodico dei corsi di studio nelle università italiane, segnando anche una linea di confine tra didattica a distanza e in presenza. In sintesi, detta i requisiti a cui tutte le università, tradizionali e telematiche, dovranno adeguarsi per continuare ad operare.

Didattica a distanza.

Per quanto riguarda le università telematiche le novità destinate ad avere un impatto maggiore sono quelle relative ai requisiti minimi di docenza, vale a dire, il numero e la tipologia di docenti necessari per poter tenere aperto un corso di studio. Ebbene, a partire dal prossimo anno accademico (2022/2023) i corsi di laurea triennali dovranno prevedere l’incardinamento di 7 docenti di cui 3 professori ordinari o associati, 2 ricercatori e 2 docenti a contratto. Per i corsi magistrali saranno necessari 5 docenti, di cui 2 Professori ordinari o associati, 2 ricercatori e 1 docente a contratto. Tale numerosità però, deve essere incrementata in funzione del numero di studenti iscritti al corso stesso. La soglia massima di iscritti annui, oltre la quale occorre incrementare il corpo docente, varia in funzione della natura del corso di laurea, passando dai 100 studenti per i corsi scientifici ai 250 per quelli umanistici. È quindi evidente che per un Ateneo efficiente e competitivo come l’Unicusano, ciò comporta un deciso incremento del numero dei docenti da assumere con il relativo maggior onere in termini di spesa.

In parallelo, il D.M. in esame, prevede un incremento, altrettanto significativo, del numero dei tutor da inserire nella pianta organica con il compito di affiancare i docenti nell’erogazione della didattica.

Determinazione definitiva.

È evidente come il punto centrale della questione sia la determinazione, si spera definitiva, di quanti studenti possono essere seguiti per ogni anno accademico da un professore. Negli anni e in forza dei decreti che si sono succeduti, tale limite è stato spesso modificato ingenerando nelle università una grave difficoltà nella programmazione e nella gestione della propria attività. Un docente di Scienze politiche è nelle condizioni di seguire validamente 250 studenti all’anno o tale numero può essere aumentato? E ancora: un professore di Ingegneria è veramente impossibilitato a preparare più di cento allievi all’anno tenendo ovviamente alto il livello qualitativo della didattica erogativa e interattiva? Noi siamo convinti che ciò sia possibile e auspichiamo una serie riflessione sul punto al fine di pervenire ad una soluzione condivisa e, ripetiamo, definitiva, evitando così il rischio che il prossimo decreto ministeriale per l’autovalutazione, la valutazione, l’accreditamento iniziale e periodico dei corsi di studio ci obblighi a rivedere i calcoli e, con essi, l’intera programmazione del nostro Ateneo.