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Scuola media (Occhiodoro): “I ragazzi non vedono l’ora finisca”

Scuola media: il processo mediatico degli ultimi giorni non ha stupito gli addetti ai lavori, né rivelato particolari novità. La scuola media italiana soffre di disorganizzazione acuta, a tutti i livelli, da alcuni decenni. Il personale docente viene continuamente rinnovato, l’età è elevata, il gap con gli studenti aumenta e l’apprendimento è precario. Gli studenti si trovano così a fare i conti con un vuoto scolastico importante: cosa rappresenta il periodo della scuola media per gli studenti? “Rappresenta un ponte, un passaggio che li porta dalla scuola elementare a quella superiore, quindi a quella degli adulti. In passato il passaggio avveniva nel periodo della scuola superiore, adesso gli studenti sono adulti prima rispetto alle precedenti generazioni – ha spiegato la professoressa Elisabetta Occhiodoro, docente di Spagnolo dell’Istituto Elena Principessa di Napoli – vivono esperienze al di fuori dell’istituto e la scuola li tratta come se fossero in una fase intermedia.”

Il ritorno alla scuola superiore

Scuola media: l’esperienza e la storia della professoressa Occhiodoro, cinquantatreenne, insegna dal 1996, è sintomatica di un disagio grave. Ai microfoni di Open Day, su Radio Cusano Campus, ha raccontato di essere arrivata alla scuola media dopo anni alla superiore, per poi tornare alla scuola superiore. “L’ho fatto per scelta – ha specificato l’ex docente di scuola media – mi sentivo inadeguata, mi sembrava di non dare ai ragazzi quello che ai ragazzi serviva, i tre anni sono calibrati su un mondo e un modello che non corrisponde più a quello che i ragazzi vivono. L’esperienza dei dodicenni, tredicenni, di oggi non è più la stessa dei tredicenni di una volta. E si trovano in terza media a voler andar via, non vedono l’ora, sono annoitati, poco interessati, si sentono in una realtà lontana da quella che vivono.”

Alternanza continua, nessuna stabilità per i docenti e per gli studenti

Ci alterniamo continuamente sulle classi, con movimenti continui, succede da decenni. C’è un ricambio continuo di colleghi, come si fa a capire cosa chiede un ragazzo? Abbiamo un anno, e un anno sembra tanto, ma non è così. S’immagini come possiamo riuscire a capire cosa un ragazzo ci chiede – si è congedata la professoressa Occhiodoro – più diventiamo vecchi più il divario tra noi e i ragazzi si amplia.”

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