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Scuola, Rusconi (Anp): “Piattaforma Green pass funziona”

Mario Rusconi, pres. dell’Associazione Nazionale Presidi di Roma e del Lazio, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

Sul primo giorno di scuola e l’utilizzo della piattaforma per il green pass. “Io gestisco delle chat con qualche migliaio di presidi, eravamo tutti molto dubbiosi e devo dire che invece le notizie che abbiamo a Roma e in altre grandi città sono abbastanza positive –ha affermato Rusconi-. La piattaforma ha funzionato bene. Però non tutte le persone sono state caricate sulla piattaforma, anche perché alcune non sono ancora state assunte e saranno nominate in queste ore. Quando le persone non sono caricate sulla piattaforma, la scuola ha comunque la possibilità di verificare il green pass tramite l’app che utilizzano anche i ristoratori. Comunque, incredibile ma vero, la piattaforma funziona”.

Sulle mascherine in classe. “Il Cts ha detto che le mascherine vanno tenute sempre, a meno che tutta la classe non sia vaccinata. Il problema è come fare a sapere se tutta la classe sia vaccinata, non possiamo chiedere questi dati perché il Garante ha detto che sono dati sensibili a livello sanitario. Mi sembra poco comprensibile questo, perché la scuola tratta già diversi dati a livello sanitario, ad esempio per quanto riguarda gli studenti disabili. Se i ragazzi vengono spontaneamente in segreteria per far verificare il green pass, se tutta la classe ha il green pass in quella classe si può anche non utilizzare la mascherina. Noi speriamo che la copertura vaccinale ci allontani il più possibile dai focolai, dalle quarantene, ecc…”.

Sulle classi pollaio. “Purtroppo le classi pollaio ci sono ancora. Con i soldi del Pnrr sarebbe pure possibile assumere più insegnanti e fare classi meno numerose, il problema è che mancano gli edifici scolastici. Se per 60 anni non è stato fatto nulla, adesso non è che si possono costruire scuole in due mesi. I progetti devono farli gli enti locali, sono loro che devono darsi una svegliata”.