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Licenziamenti Gkn, De Palma (Fiom Cgil): “Atto di violenza”

Michele De Palma, segretario nazionale della Fiom Cgil, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

Sui licenziamenti via mail dei 422 lavoratori della Gkn di Campi Bisenzio (Firenze). “Siamo al secondo caso di una comunicazione fatta per via informale come successo già alla Gianetti, sono tutte e due aziende di proprietà di un fondo localizzate in modo multinazionale –ha affermato De Palma-. Questo deve farci riflettere sulla svalorizzazione completa del ruolo delle persone nelle impresa, le persone vengono utilizzate come merci, quando non servono più vengono messi da parte. Quello che impressiona è che loro licenziano per fare altri tipi di scelta che garantiscano maggiori profitti a chi investe in quelle aziende. C’è la volontà manifesta di mandare a casa le persone perché qualcuno pensa di delocalizzare per avere una maggiore redditività. Uno può anche confrontarsi se il prodotto ha una marginalità inferiore alle attese dell’azienda, uno si confronta e trova delle soluzioni, qui invece siamo all’unilateralismo da parte dell’impresa. Noi possiamo pensare che la vita delle persone sia dentro una roulette russa? Oggi sei precario anche quando hai un lavoro a tempo indeterminato. In Gkn nella stragrande maggioranza erano lavoratori a tempo indeterminato, i precari erano già stati mandati via. Io mi occupo di automotive, che è un settore in ristrutturazione in questo momento. Il governo dovrebbe fare meno comunicati stampa e più tavoli di confronto. Se siamo in un Paese in cui un’azienda può pensare di agire così e non avere un governo che dice: tirate via le lettere di licenziamento, se ci sono dei problemi li affrontiamo con un negoziato. Com’erano tutti esagitati quando bisognava togliere il blocco dei licenziamenti, oggi sono tutti esagitati a dire: caspita, questa è la barbarie! E’ chiaro che noi eravamo per prolungare il blocco dei licenziamenti, ma dinnanzi alla volontà irrinunciabile di Draghi e del ministro di tornare indietro, abbiamo messo in atto un meccanismo che dice alle imprese: prima di licenziare devi mettere in campo gli ammortizzatori sociali, che sono a disposizione a costo zero, quindi un’azienda che decide di licenziare in questo contesto manifesta ulteriormente l’atto di violenza. E’ un omicidio preterintenzionale, lo hanno costruito prima. Non possiamo essere alla mercè di mercenari, se la situazione non cambia è evidente che si rischia uno scontro vero