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Coronavirus, Pistello: “Giusto riaprire, ma non deve essere un liberi tutti”

Il Prof. Mauro Pistello, direttore dell’ Unità Operativa di Virologia dell’Azienda Sanitaria pisana, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

Sulle riaperture. “Sono sempre stato per una riapertura avveduta e calcolata. E’ chiaro che le riaperture le stiamo vedendo anche negli Usa dove c’è un gran numero di vaccinati, ma il liberi tutti indiscriminato ha portato un aumento dei casi. Però dal liberi tutti all’essere chiusi dentro casa ci sono delle vie di mezzo e in questo senso la scelta fatta dal governo italiano mi sembra corretta. Riapriamo, controlliamo, monitoriamo varianti e nuovi casi e soprattutto vacciniamo perché la vaccinazione di massa è l’unico modo per uscire da questo tunnel. Il rischio che ci sia un aumento dei casi può esserci, del resto abbiamo visto che i soggetti vaccinati non sono completamente protetti dall’infezione, ma è anche vero che nei soggetti vaccinati le infezioni sono decisamente più lievi e in quelli non vaccinati abbiamo imparato come gestire la situazione. I presidenti di Regione devono mostrare senso di responsabilità, capisco che ci sono settori economici in estrema difficoltà, però proprio per garantire una riapertura graduale e ragionata non deve passare il messaggio del liberi tutti. Riaprire prima le cose che danno meno problemi, poi per i concerti, i raduni di massa, si stanno facendo delle sperimentazioni e si valuterà l’impatto per capire come ricominciare anche lì in sicurezza”.

Sulla situazione degli ospedali. “La situazione è piuttosto stabile, anche per questo vale la pena mettere fuori un po’ la testa e vedere cosa succede. La variante inglese è quella dominante, l’unico segno di preoccupazione è che sta aumentando la variante brasiliana che prima era in sordina. Questa è un po’ più preoccupante perchè è più resistente ai vari trattamenti con farmaci e monoclonali. Il monitoraggio e la vaccinazione sono fondamentali per metterci in sicurezza. E’ indubbio che una quota di vaccinati si possa infettare, come accade per altri vaccini. Ma in tutti i casi le infezioni si sono risolte più rapidamente e senza problemi. Questo, dai dati che abbiamo, vale anche per la variante brasiliana”.

Sulla protezione della vaccinazione con una sola dose. “Il nostro sistema immunitario come è uno studente, più si ripassa la lezione più siamo preparati. Una sola vaccinazione non è sufficiente, ma comunque il sistema immunitario sarà sicuramente più pronto e ci saranno meno problemi nel controllare l’infezione. La possibilità di combinare i vaccini in molti casi è consigliata, proseguendo con la metafora dello studente, se gli si presenta lo stesso messaggio in una veste diverse lo studente è più recettivo. Certamente sono approcci combinati che non devono essere fatti a caso. E’ un’ipotesi sul campo e probabilmente diventerà una soluzione per aumentare l’efficacia del vaccino”.