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Hermes Ferrari “lo Sciamano” italiano: “Se il governo non ci ascolta siamo pronti a scendere di nuovo in Piazza sperando di essere ancora di più!”

Hermes Ferrari, il ristoratore di Modena che qualche giorno fa è sceso in piazza Montecitorio per manifestare lo scontento da parte dei lavoratori autonomi nei confronti del governo per i mancati sussidi alle partite IVA vestito da sciamano, è intervenuto a Un Giorno Da Ascoltare su Radio Cusano con Arianna Caramanti e Luca Rossi per raccontare cosa è accaduto durante gli scontri in piazza.

LA MANIFESTAZIONE
“Ho gia manifestato il 4 maggio scorso a Reggio Emilia avanti al Comune portando avanti da sempre la nostra battaglia. Non volevo emulare Jack Angeli perché non mi interessa la politica americana, volevo solo dare nell’occhio perché la figura di questo ragazzo americano ha fatto il giro del mondo e in effetti il mio travestimento ha destato l’attenzione dell’opinione pubblica cosa che invece non è accaduta quando poco prima mi ero incatenato a una transenna. Chiaramente ho ricevuto tantissime critiche per questo mio voler emulare Jack Angeli ma bisogna anche valutare i pro e i contro però penso che siamo riusciti a far capire il nostro problema, ormai siamo arrivati alla fine, non ce la facciamo più!”

LE RICHIESTE DEI RISTORATORI
“Chiediamo due cose: o le riaperture dei locali con tutte le misure di sicurezza, i distanziamenti etc o almeno che possiamo pagare gli affitti con credito di imposta che versiamo e non dover in questo periodo pagare le utenze che invece dobbiamo continuare a pagare ogni mese anche se siamo chiusi. Inoltre chiediamo la cassa integrazione immediata per i nostri dipendenti che hanno dovuto aspettare tanto tempo per poi ricevere una miseria quando c’è gente che nella vita non ha mai fatto nulla e percepisce magari 700 euro al mese di reddito di cittadinanza! Questo è il Paese dei controsensi.”

IL MOVIMENTO “IO APRO”
“Non andiamo contro la Legge ma rispettiamo il diritto al lavoro e ciò è incontestabile! Sto continuando a tenere aperto da mesi, certo la gente è molta di meno rispetto a prima ma almeno si lavora. Le multe che ci vengono fatte vanno contestate e ad ogni modo io non mi nascondo, tengo aperto il mio locale con tanto di insegna illuminata e pubblicità sui miei social e le forze dell’ordine che entrano a volte sono anche empatiche e capiscono bene la nostra situazione. Io lavoro come se questi DPCM non esistessero!”

LE PROBLEMATICHE DEI RISTORATORI
“Abbiamo anche 20mila euro di debiti tutti i mesi, tra l’altro in queste situazioni di crisi si annida anche la criminalità: molti lavoratori hanno già svenduto per necessità i loro locali per pochi soldi, questa situazione sta diventando una guerra tra poveri! Il nostro movimento è partito il 15 gennaio ed eravamo in pochissimi, oggi abbiamo dimostrato che siamo sempre di più ad avere difficoltà a vivere. Gli episodi accaduti negli scontri a Montecitorio non sono dovuti a noi ristoratori: quando siamo andati a mani alzati e disarmati senza alcuna protezione verso la parte superiore della piazza siamo stati presi a bastonate, ho ancora i lividi per le botte prese dagli agenti. La ministra Lamorgese non può dire che la colpa è stata nostra! Se il governo non ci da una risposta siamo pronti a scendere di nuovo in piazza sperando di essere ancora