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Roma, Complesso Pantanella nel degrado. Gli abitanti della zona: “E’ una favela, abbiamo paura!”

Il complesso Pantanella si trova a Roma, nel quartiere Prenestino-Labicano, all’inizio di via Casilina, a 100 metri da Porta Maggiore, a ridosso del centro storico. E’ un ex pastificio che dopo varie vicissitudini,  tra abbandoni e occupazioni abusive, agli inizi degli anni 2000 è stato recuperato e riconvertito a residence. E’ un bel complesso, di lusso. Da tempo gli abitanti vivono un vero e proprio inferno. Ai microfoni della trasmissione “Cosa succede in città”, condotta da Emanuela Valente su Radio Cusano Campus, un abitante del complesso Pantanella, Alessio Fagrelli, denuncia la grave situazione di degrado della zona, tra pusher, tossicodipendenti, ubriachi, schiamazzi e molestie.

La grave situazione di degrado e insicurezza

“Siamo in tanti ad essere esasperati –ha affermato Fagrelli-. Io sono qui da tre anni, da quando ho comprato casa in questo complesso. C’è gente accampata, drogati che in pieno giorno si fanno le pere dentro il nostro condominio, furti di auto, io ho subìto un furto nell’abitazione 8 giorni fa. Ho chiamato più volte polizia e vigili, ma la situazione non si sblocca. Quando cerchiamo di mandarli via ci minacciano. Questo complesso abitativo è nato come complesso di lusso, adesso credo che i prezzi delle case si siano abbassate tantissimo, chi vende oggi ci prende meno della metà di quando ha comprato. In questi giorni abbiamo un’assemblea, siamo costretti ad assumere vigilanza privata per farla, è una situazione quasi di guerra”.

La testimonianza del consigliere di Fdi Francesco Figliomeni

A Radio Cusano Campus è intervenuto anche Francesco Figliomeni, consigliere FDI al Comune di Roma e vice presidente Assemblea capitolina, che ha presentato tre interrogazioni consiliari sulla questione: “Un mese fa mi ha contattato il signor Alessio sulla mia pagina Facebook e con un giornalista de Il Tempo ho fatto un reportage, abbiamo visto una situazione da favela brasiliana. Dai rom che giocavano d’azzardo coi dati, agli escrementi umani con gli ovuli di cocaina espulsi, capanne e baracche. Siamo anche stati minacciati da questi clandestini che abitano lì sotto, ci hanno rincorso dicendo che avrebbero chiamato la polizia”.

Le segnalazioni cadute nel vuoto

“Ho presentato tre distinte interrogazioni in Consiglio comunale. E’ una questione sia di sicurezza delle persone, ma anche dei beni essendo un luogo di pregio. Sono stato poi ricontattato dal signor Alessio e tramite l’amministratore del super condominio abbiamo fatto una riunione con una ventina di amministratori e di cittadini che mi hanno rappresentato una situazione pazzesca. Ho scritto anche al prefetto. Ci sono persone che si drogano in pieno giorno lì davanti. E’ una situazione che non è accettabile per un Paese civile. Tutte le interrogazioni sono cadute nel vuoto, nessuno mi ha risposto. La Raggi purtroppo non vede queste situazioni drammatiche, nonostante sia anche componente dell’ordine provinciale per la sicurezza pubblica presieduto dal prefetto. E’ la volontà politica che manca”.