Spettacolo

Akes: “Mi presento, io sono l’anomalia del sistema”

E’ tempo di rivoluzione e a farla è l’artista romano Akes. Non a caso il suo nuovo album si chiama “Revolution“, composto da nove tracce con le produzioni di Dr. Wesh, Alessandro Gemelli, Cirielli e Reizon e che spaziano dall’electro all’EDM, dal pop alla fidget house. Per descrivere questo lavoro e l’artista è necessario “fare un passo indietro e almeno due in avanti. Indietro perché la matrice che Akes ha sviluppato finora nei suoi primi tre album può essere ascrivibile al macro settore urban rap, come molte produzioni contemporanee. Avanti perché con “Revolution” mette in atto una vera e propria rivoluzione artistica, estetica e culturale rispetto ai modelli del mondo Hip-Hop e a quanto maturato in questi anni”.

Facciamolo raccontare direttamente dall’artista.

Chi?
Akes, classe 94,nasco a Roma. Sono l’anomalia del sistema. Hai presente neo? Io sono l’eletto di questa generazione.

Che cosa?
Faccio musica, amo scrivere testi e sono anche autore del libro “I segreti dell’autotune”. Mi piace fondere il mio rap con melodie cyber futuristiche e liriche emotive, in maniera da suscitare in chi mi ascolta l’istinto di ribellarsi alle avversità della vita.

Quando?
La mia prima canzone risale a quando avevo 15 anni, da lì in poi non più smesso di incidere per migliorare e superare i miei limiti.

Dove?
In tutta Italia, quando mi sposto da Roma, che sia nord o sud, trovo sempre qualcuno che è mio fan. Questo è il bello delle canzoni, se funzionano non sono locali.

Perché?
Perché così ho scelto. L’anima mi suggerisce di esprimermi per rivoluzionare il modo di pensare e di agire di chi ascolta. Fin da piccolo ho sempre sentito l’esigenza di condividere le mie esperienze in rima per lasciare un segno e un messaggio, crescendo questo bisogno non è cambiato, anzi!

Guarda il video di “Revolution” di Akes: