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Bombardieri (segr. gen. Uil): “Persi 500mila posti lavoro, 1 milione a rischio dopo marzo”

Pierpaolo Bombardieri, segretario generale della Uil, è stato ospite del programma “Limprenditore e gli altri” condotto dal fondatore dell’Unicusano Stefano Bandecchi su Cusano Italia Tv (canale 264 dtt).

Sugli effetti della pandemia sul lavoro. “La situazione è drammatica sotto tutti i profili, per chi il lavoro lo cercava e non lo trovava prima e per chi rischia di perderlo -ha affermato Bombardieri-. Ci sono 500mila posti di lavoro che sono andati persi e 1 milione di posti di lavoro che si rischiano di perdere dopo marzo. Mi sembra che il governo sia ancora sordo e stia sottovalutando il tema del lavoro. Ci auguriamo che la politica prenda coscienza che questa rischia di diventare una bomba sociale. Le disuguaglianze sociali durante quest’anno sono aumentate. Noi abbiamo sempre detto che fosse necessario mettere insieme le forze sociali di questo Paese per identificare problemi e soluzioni, nella manovra non vediamo misure che siano in grado di intervenire immediatamente su questa emergenza. Manca una visione, una strategia sul lavoro. Avevamo chiesto una riforma degli ammortizzatori sociali, di politiche di avviamento al lavoro, di orientamento, di formazione e questo nella manovra non c’è. In un momento straordinario servirebbero interventi straordinari e invece la logica sembra sempre la stessa: abbiamo registrato molti bonus, peraltro erogati in ritardo così come la cig, ma abbiamo chiesto di parlare di investimenti, di come si creano nuovi posti di lavoro”.

Sugli ammortizzatori sociali. “Noi pensiamo che da marzo in poi ci sarà una situazione molto drammatica e stiamo chiedendo che in Europa sia rifinanziato il programma Sure per altri 100 miliardi per continuare con gli ammortizzatori sociali e per politiche attive del lavoro. Su questo dal governo non c’è risposta e non c’è pressione in Europa affinchè quel piano sia rifinanziato”.

Sul Recovery Fund. “Nell’accordo firmato dal governo per il Next Generation Ue è previsto un ‘dialogo sociale’, cioè il confronto con tutte le parti sociali. Questo non è stato applicato. In questo Paese è mai pensabile che vengano formulati 600 progetti per utilizzare 200 miliardi di euro? Il governo doveva individuare i principali asset e su quelli investire”.

Sui medici che non vogliono vaccinarsi. “Noi abbiamo bisogno di tutelare prima la vita e poi la sicurezza. E’ inimmaginabile che chi si occupa ogni giorno di tutelare la vita e la salute non utilizzi gli strumenti che la scienza metta a disposizione. Licenziamenti medici? Bisogna capire il Parlamento cosa farà, dal punto di vista normativo non c’è un precedente. Noi dobbiamo convincere tutti a fare il vaccino”.